“Parrocchia”, strumento di chiesa in uscita? Capitolo II

La parrocchia nel contesto contemporaneo

Istruzione “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”, promulgata lo scorso 29 giugno. (Leggi). Di seguito degli spunti di riflessione sul secondo capitolo.

II. La parrocchia nel contesto contemporaneo

La nostra fede vive di un Dio incarnato e quindi per natura di un Dio che travalica ogni spazio e ogni tempo al di sopra di ogni nostra immaginazione. E di riflesso Egli condivide con noi il nostro adesso e gli stessi spazi in cui viviamo noi. E la sua è una presenza viva d’Amore che sa abbracciare la nostra umanità alla stessa stregua di una mamma che porta nel suo grembo una vita nuova. E se la parrocchia è un espressione di questo Amore non può esimersi dall’essere una comunità attiva in grado di far conoscere il suo Padrone di casa e di accogliere tutti coloro che vivono nel circondario.

Ecco qualche spunto del secondo capitolo di questo importantissimo documento. Il testo in rosso riporta pari pari pari le parole del secondo capitolo

  • Alcuni testi paolini, infatti, mostrano la costituzione di piccole comunità come chiese domestiche, identificate dall’Apostolo semplicemente con il termine “casa”In queste “case” si può scorgere il nascere delle prime “parrocchie”. Quanto profumo hanno le nostre parrocchie di casa? Sanno essere espressione dell’accoglienza di Dio e soddisfare quella sete di Cristo di cui è intriso ogni uomo e donna della terra? Sappiamo avere quella gioia del buon padre di famiglia che sa attendere il ritorno del figliol prodigo o la gioia dello sposo che attene la sua sposa? Sono queste delle domande che ogni cristiano è chiamato a porsi e a trovare delle risposte anche calandosi nei panni di chi incontriamo e non conosce ancora il nostro Padrone di casa.
  • “…parrocchia si pone come risposta a una esigenza pastorale precisa, portare il Vangelo vicino al Popolo … la parrocchia è una casa in mezzo alle caseIncarnazione di Gesù Cristo, vivo e operante nella comunità umana.. E’ la casa madre, la casa che è potenzialmente in grado di essere quella casa che unisce tutte le altre, l’anello di congiunzione …espressione più immediata e concreta dell’incarnazione di Gesù Cristo
  • La configurazione territoriale della parrocchia, tuttavia, è chiamata oggi a confrontarsi con una caratteristica peculiare del mondo contemporaneo, nel quale l’accresciuta mobilità e la cultura digitale hanno dilatato i confini dell’esistenza. Al contrario di quanto generalmente si pensa il mondo digitale è un mondo più concreto di quanto si possa pensare. Come dice Antonio Spadaro un grande cultore cattolico di questo mondo il digitale rappresenta uno spazio fisico alla stessa stregua di una grande piazza piena di gente. Recentemente la Chiesa tutta ha potuto sperimentare le opportunità di evangelizzazione grazie a questo strumento proprio nel periodo clou di Covid-19. Purtroppo molte realtà se non tutte, passata la tempesta hanno abbandonato questo importantissimo strumento di evangelizzazione perchè hanno constato che nonostante fosse finito il lockdown la gente non tornava a messa. Effettivamente tuttora considerando i posti a sedere occupati prima e dopo questa fase il numero delle persone che frequentano le celebrazioni eucaristiche domenicali si è ridotto notevolmente. Ma allora sorge spontanea la domanda quanto amore vero c’è in giro per la Santissima Eucarestia? Può bastare che due sposi non si vedano per due mesi per smettere di essere marito e moglie? E se bastano due mesi di lontananza dai sacramenti per disinnamorarsene significa che a monte c’è qualcosa che va assolutamente migliorato e proprio nella parrocchia. Forse occorre chiedersi cosa alimenta l’amore verso Cristo? Di sicuro trovare quelle strade nuove di annuncio kerigmatico anche a chi frequenta di modo che si entri nella dimensione “più conosci Dio e più te ne innamori”. Una delle tantissime strade potrebbe essere quello di promuovere una “formazione d’amore” permanente di Dio proponendo anche maggiori occasioni di approfondimenti della Sacra Scrittura. Sarebbe una cosa buona e utile se tutte le strade che si potranno trovare per alimentare l’amore per Dio fossero riportate anche sul mondo digitale in modo da raggiungere tutti coloro che in chiesa non ci mettono proprio piede ma bazzicano sul web, strumento in grado di arrivare in posti inimmaginabili.
  • “…è facile ipotizzare che il costante sviluppo della tecnologia modificherà ulteriormente il modo di pensare e la comprensione che l’uomo avrà di sé e della vita sociale… La parrocchia, come comunità viva di credenti, è inserita in tale contesto, nel quale il legame con il territorio tende a essere sempre meno percepitoSi avverte oggi che tali cambiamenti culturali e il mutato rapporto con il territorio stanno promuovendo nella Chiesa, grazie alla presenza dello Spirito Santo, un nuovo discernimento comunitario, «che consiste nel vedere la realtà con gli occhi di Dio” Da questa constatazione di Santa Madre Chiesa sarebbe bene che la parrocchia stessa entri in questo mondo digitale in pienezza e con lo stile e la creatività dello Spirito Santo.
  • È dunque urgente coinvolgere l’intero Popolo di Dio nell’impegno di cogliere l’invito dello Spirito, per attuare processi di “ringiovanimento” del volto della Chiesa. Parole chiave di questo passaggio “urgenza” e “coinvolgimento” dell’intero popolo di Dio. Spesso ogni realtà ecclesiale, sia essa parrocchia, movimento ecclesiale, ministero e simili è fatta di “addetti ai lavori “, ossia di persone che fanno per anni e anni sempre gli stessi servizi e sempre allo stesso modo. Questo documento ci invita ad uscire da questo modus operandi ed entrare nella dimensione del servizio dal profumo di Cristo che abbia il volto di tutte le membra del popolo di Dio. Sarebbe bello in ogni servizio, nessuno escluso, vedere almeno ciclicamente volti diversi.

Di seguito il testo integrale del II capitolo dell’ Istruzione:

6. Tale conversione missionaria, che porta naturalmente anche a una riforma delle strutture, riguarda in modo particolare la parrocchia, comunità convocata intorno alla Mensa della Parola e dell’Eucaristia.

La parrocchia possiede una lunga storia e ha avuto dagli inizi un ruolo fondamentale nella vita dei cristiani e nello sviluppo e nell’opera pastorale della Chiesa; già negli scritti di San Paolo se ne può intravvedere la prima intuizione. Alcuni testi paolini, infatti, mostrano la costituzione di piccole comunità come chiese domestiche, identificate dall’Apostolo semplicemente con il termine “casa” (cfr., ad esempio, Rm 16, 3-5; 1 Cor 16, 19-20; Fil 4, 22). In queste “case” si può scorgere il nascere delle prime “parrocchie”.

7. Sin dal suo sorgere, dunque, la parrocchia si pone come risposta a una esigenza pastorale precisa, portare il Vangelo vicino al Popolo attraverso l’annuncio della fede e la celebrazione dei sacramenti. La stessa etimologia del termine rende comprensibile il senso dell’istituzione: la parrocchia è una casa in mezzo alle case[10] e risponde alla logica dell’Incarnazione di Gesù Cristo, vivo e operante nella comunità umana. Essa, quindi, visivamente rappresentata dall’edificio di culto, è segno della presenza permanente del Signore Risorto in mezzo al suo Popolo.

8. La configurazione territoriale della parrocchia, tuttavia, è chiamata oggi a confrontarsi con una caratteristica peculiare del mondo contemporaneo, nel quale l’accresciuta mobilità e la cultura digitale hanno dilatato i confini dell’esistenza. Infatti, da una parte, la vita delle persone si identifica sempre meno con un contesto definito e immutabile, svolgendosi piuttosto in “un villaggio globale e plurale”; dall’altra, la cultura digitale ha modificato in maniera irreversibile la comprensione dello spazio, nonché il linguaggio e i comportamenti delle persone, specialmente quelle delle giovani generazioni.

Inoltre, è facile ipotizzare che il costante sviluppo della tecnologia modificherà ulteriormente il modo di pensare e la comprensione che l’uomo avrà di sé e della vita sociale. La rapidità dei cambiamenti, l’avvicendarsi dei modelli culturali, la facilità degli spostamenti e la velocità della comunicazione stanno trasformando la percezione dello spazio e del tempo.

9. La parrocchia, come comunità viva di credenti, è inserita in tale contesto, nel quale il legame con il territorio tende a essere sempre meno percepito, i luoghi di appartenenza divengono molteplici e le relazioni interpersonali rischiano di dissolversi nel mondo virtuale senza impegno né responsabilità verso il proprio contesto relazionale.

10. Si avverte oggi che tali cambiamenti culturali e il mutato rapporto con il territorio stanno promuovendo nella Chiesa, grazie alla presenza dello Spirito Santo, un nuovo discernimento comunitario, «che consiste nel vedere la realtà con gli occhi di Dio, nell’ottica dell’unità e della comunione»[11]. È dunque urgente coinvolgere l’intero Popolo di Dio nell’impegno di cogliere l’invito dello Spirito, per attuare processi di “ringiovanimento” del volto della Chiesa.

  • Introduzione (Leggi)
  • (I capitolo: “La conversione pastorale“) (leggi)

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