Ognissanti o Halloween: tra identità culturale e creatività italiana

In un’Italia che troppo spesso si lascia affascinare da tradizioni importate, come Halloween, è tempo di riscoprire con orgoglio le nostre radici cristiane e culturali. La festa di Ognissanti, celebrata il 1° novembre, è un giorno festivo dedicato a tutti i santi, noti e ignoti, che hanno testimoniato la fede con la loro vita. Eppure, molte amministrazioni locali sembrano preferire l’organizzazione di eventi in stile Halloween, dimenticando il valore profondo e creativo che potrebbe emergere dalla nostra tradizione.

La solennità di Ognissanti è celebrata dalla Chiesa fin dal IX secolo, ma in Italia è diventata giorno festivo civile con la legge n. 260 del 27 maggio 1949, che riconosce alcune festività religiose come giorni di riposo anche per lo Stato. Non è un privilegio solo italiano: anche Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Polonia, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Lussemburgo, Belgio, e alcune regioni della Germania e della Svizzera celebrano Ognissanti come giorno festivo nazionale.

Pensare, creare, non copiare: l’orgoglio di essere italiani

A volte, anziché pensare e creare, preferiamo copiare. Perché dovremmo importare una festa commerciale, svuotata di significato, quando potremmo inventare qualcosa di nostro, radicato nella nostra storia e nella nostra fede?

Ecco alcune proposte concrete per trasformare Ognissanti in una festa viva, gioiosa e coinvolgente anche a carattere cittadino:

  • La Notte dei Santi: ogni parrocchia racconta la vita del proprio santo patrono con spettacoli, giochi, lanterne e musica.
  • Santi in Maschera: i bambini si travestono da santi, con laboratori creativi per realizzare costumi e scoprire le loro storie.
  • Fiera dei Patroni: ogni quartiere allestisce uno stand dedicato al proprio santo, con cibi tipici, racconti e attività.
  • Concerto dei Santi Guerrieri: un evento musicale ispirato ai santi più coraggiosi, come San Giorgio, San Sebastiano, Santa Giovanna d’Arco.
  • Dolce Santo: concorso di dolci ispirati ai santi (pensiamo alle zeppole di San Giuseppe o ai biscotti di Santa Lucia).

Celebrare Ognissanti significa riscoprire le nostre radici, valorizzare la bellezza della santità come modello di vita, e trasformare la festa in un’occasione di comunità, cultura e divertimento. È un’opportunità per educare i bambini alla gioia, alla luce, alla speranza. E per gli adulti, un’occasione per riflettere su ciò che ci rende davvero italiani. Molti degli esponenti della Chiesa cattolica invitano alla prudenza: Halloween, se vissuto solo come gioco, può essere innocuo, ma quando si perde il senso del sacro e si esalta il macabro, si rischia di smarrire il significato profondo della vita e della morte.

Provocazione finale

Siamo il Paese dei santi, dei poeti e degli artisti. Eppure, il 31 ottobre ci travestiamo da streghe e vampiri, dimenticando che il giorno dopo celebriamo chi ha dato la vita per amore, per fede, per giustizia. Solo per fare dei nomi san Francesco, san Giovanni Bosco sono santi che hanno trasmesso il valore del far del bene per gli altri e tuttora continuano a produrre molti frutti di bene anche nel mondo civile. Non è tempo di invertire la rotta? Non è forse più bello creare una festa che ci somigli, che parli di noi, della nostra storia, della nostra luce?

E chissà forse un giorno poi saranno gli altri a copiare noi.

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