Madre Teresa, un influencer di Dio per parlare ai bambini della festa di Ognissanti

Il 1° novembre si celebra la festa di Ognissanti che spesso viene associata alla commemorazione di tutti i defunti che ricorre invece il 2 novembre. Essendo un giorno di cui i bambini, anche per il fatto che non vanno a scuola, hanno sentito parlare, potrebbe essere questa l’occasione perfetta per parlare loro della chiamata alla santità che Dio rivolge a tutti gli uomini e a tutte le donne della Terra. Ma cosa significa che ci chiama alla santità? È il desiderio di un Papà che vuole vedere i suoi figli felici sin da quando siamo entrati nel Suo cuore.

Potrebbe essere una cosa buona far percepire ai bambini questa festa non come un fatto distante da loro ma come un giorno in cui si sentano direttamente interpellati: “Ma Dio sta parlando proprio a me?”.

In ogni incontro in cui ci si prefigge di parlare ai bambini di Dio potrebbe essere una cosa buona mettersi innanzitutto in loro ascolto per conoscere qual è la loro prospettiva e in base a questa adeguare linguaggi e metodiche. Si potrebbe ad esempio in questo caso favorire il dialogo con una di queste domande: “Chi sono i santi? Che cosa significa essere santi? Hai un santo preferito? Sai che nella storia c’è un uomo//donna che ha portato il tuo nome ed è diventato santo? Ne avete mai conosciuto la storia e del perché è diventato santo? Ti piacerebbe diventare santo/a? Come pensi che potrebbe succedere? “. E di domande che si potrebbero porre e gli approcci che li possa condurre a esprimere i loro pensieri possono essere tantissimi.

Un’ altra cosa buona che si potrebbe fare negli incontri di annuncio della lieta Novella ai bambini è di non far mancare mai la Parola di Dio per favorire una crescita nella fede che si fondi su solide fondamenta. I passi da poter collegare alla solennità di Ognissanti sano davvero tanti, tra questi si potrebbe scegliere ad esempio il passo del Vangelo proprio di questa solennità sulle beatitudini o la chiamata dei discepoli.

Un racconto che forse riesce a dare una immagine immediata della santità potrebbe essere il Vangelo del Buon Samaritano da far leggere ovviamente ai bambini.

IL BUON SAMARITANO
Lc 10, 25-37
25Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». 27Costui rispose: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 28E Gesù: «Hai risposto bene; fa questo e vivrai».
29Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30Gesù riprese:
 «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, estrasse
due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 36Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». 37Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».)

I Santi e le Sante di ogni tempo – ha spiegato il Pontefice – non sono semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili. Al contrario, sono persone che hanno vissuto con i piedi per terra” Perché tutti sappiamo che qui nella terra c’è gente santa, uomini e donne santi, che vivono in santità. Loro non lo sanno, neppure noi lo sappiamo, ma ci sono dei santi: dei santi di tutti i giorni, dei santi nascosti, o come mi piace dire i santi porta accanto”. – ha affermato papa Francesco.

A questo punto si potrebbe raccontare la storia di un santo (san Francesco, san Filippo Neri, san Giovanni Bosco, i santi patroni della parrocchia, città, ecc.). Sarebbe preferibile prediligere quelli che la chiesa definisce come i i “santi della porta accanto”(Padre Pio, madre Teresa, Carlo Acutis, Giovanni Paolo II, Sandra Sabbatini, Carlotta Nobile, Gianluca Firetti ecc..), e di cui esistono anche video che li mostra in carne e ossa quasi a sottolineare che tutti e davvero tutti siamo chiamati a una vita santa e quindi felice. La scelta è davvero infinita!

Questo ad esempio un breve video di Madre Teresa che si potrebbe proporre ai bambini e chiedere se eventualmente conoscono delle persone che fanno del bene agli altri.

Se si ha il tempo si potrebbe concludere l’incontro con momento ludico-ricreativo con ad esempio un indovinello su una serie di santini da collegare al nome, e sulle gesta di un particolare santo, un rebus, un disegno, la drammatizzazione della storia di un santo, un lavoro di scrittura creativa su un compagno di classe/catechismo che diventa santo: largo sfogo alla fantasia e alla creatività per annunciare che Gesù è vivo e presente nella nostra vita!

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