Le “Cinque dell’Ave Maria” un’amicizia che attraversa il tempo: ritrovarsi dopo 36 anni
San Salvo, 11 ottobre 2026, una piovosa domenica mattina, davanti a una semplice colazione, cinque amiche si sono ritrovate dopo tanto tempo. Nessuna occasione speciale, nessun evento da celebrare. Solo il desiderio di rivedersi, di raccontarsi e di riannodare i fili di un’amicizia nata tra i banchi di scuola. I nostri compagni di classe le chiamavano le 5 dell’Ave Maria. Sempre insieme. In classe, durante la ricreazione, nelle uscite improvvisate e nei lunghi pomeriggi condivisi tra sogni, speranze e progetti per il futuro. Erano gli anni della spensieratezza, quelli in cui si vive l’amicizia con la naturalezza e l’intensità tipiche dell’adolescenza, senza immaginare quanto preziosi diventeranno quei ricordi.
Poi la vita ha seguito il suo corso. Strade diverse, città, famiglie, lavoro, responsabilità, successi, difficoltà e anche prove dolorose, come la malattia propria e/o di un familiare, i lutti. Eppure, nonostante il tempo trascorso e i lunghi periodi senza incontrarsi, il filo che le univa non si è mai spezzato.
Due di queste amiche non si vedevano da ben trentasei anni. Trentasei anni di vita vissuta, di strade percorse, di sogni realizzati, di gioie e difficoltà affrontate. Eppure, bastati pochi minuti per annullare quella distanza temporale. I sorrisi, gli sguardi e persino le risate hanno ritrovato immediatamente la stessa familiarità di un tempo, come se l’ultima campanella delle superiori fosse suonata appena il giorno prima.
Ritrovarsi dopo tanti anni è stato come aprire uno scrigno di ricordi. I racconti della scuola, gli episodi divertenti della ricreazione, le risate che ancora oggi conservano la stessa spontaneità di allora. Ma soprattutto il piacere di ascoltarsi. Ognuna con la propria storia, il proprio cammino, la propria unicità.
Spesso si pensa che queste occasioni siano il momento per mostrare ciò che si è realizzato nella vita. In realtà, il valore più autentico di un incontro tra amici non sta nel bilancio dei traguardi raggiunti. Ogni persona è speciale per la propria storia, per il percorso vissuto e per ciò che è. Non esistono vite più importanti di altre: esistono esperienze diverse, ognuna è bella per ciò che è perché unica e irripetibile.
In quelle ore trascorse insieme c’era proprio questo: la gioia della condivisione, l’empatia, la gratitudine per un legame che il tempo non è riuscito a consumare. Sembrava quasi che gli anni delle superiori non fossero mai passati.
L’amicizia vera ha questa straordinaria capacità: mette in pausa il tempo. Quando ci si ritrova, basta uno sguardo, una battuta, un ricordo comune per sentirsi nuovamente vicini, come se l’ultima volta fosse stata appena ieri.
E allora il pensiero va ai giovani di oggi. Custodite le amicizie vere. Alimentatele con sincerità, rispetto e presenza. Forse oggi vivete quei rapporti con la leggerezza della vostra età, senza immaginare quanto diventeranno preziosi nel tempo. Ma un giorno, magari in una piovosa domenica mattina come questa, vi ritroverete attorno a un tavolo a raccontarvi la vita vissuta. E vi accorgerete che, nonostante gli anni, alcune amicizie hanno il dono meraviglioso di restare sempre giovani.
Perché le amicizie autentiche non conoscono distanza né tempo. Rimangono lì, custodite nel cuore, pronte a riaffiorare con la stessa intensità di un tempo, regalando la sensazione meravigliosa che quegli anni spensierati non siano mai davvero passati.
