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“Amore ferito: il coraggio della fragilità e la bellezza del ricominciare”

Weekend regionale di Pastorale Familiare – Passolanciano, 29‑30 agosto 2026

Si è concluso oggi, a Passolanciano, il Weekend regionale di Pastorale Familiare Abruzzo‑Molise, promosso dalla Commissione Regionale di Pastorale Familiare della CEAM, che ha radunato oltre 120 partecipanti in un clima di fraternità, ascolto e condivisione. Due giorni intensi, vissuti nella cornice della Maielletta, dove famiglie, operatori pastorali, sacerdoti e animatori hanno potuto confrontarsi sul tema: “Amore ferito: il coraggio della fragilità e la bellezza del ricominciare”.

La Scrittura come luogo di guarigione

La mattinata di sabato si è aperta con la relazione della biblista Laura Paladino, che ha guidato i presenti in una meditazione profonda sul passo dell’Apocalisse «Io faccio nuove tutte le cose». Attraverso la Parola, Paladino ha mostrato come ferite, perdono e misericordia siano dimensioni che attraversano la storia della salvezza e che continuano a parlare alle famiglie di oggi.

I numeri che raccontano le persone

Nel pomeriggio, l’avvocata Maria Concetta Falivene ha offerto una lettura dei dati relativi alle famiglie ferite in Abruzzo e Molise: separazioni, fragilità educative, difficoltà economiche, situazioni di vulnerabilità. Dietro ogni numero c’è una storia, un volto, una relazione che chiede vicinanza e ascolto.

Fragilità che diventano feritoie di luce

La mattinata di domenica ha visto protagonisti Stefano Rossi e Barbara Baffetti, collaboratori dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI. La loro relazione ha allargato lo sguardo: la fragilità non è solo la separazione, ma può essere una malattia, una disabilità, una crisi di coppia, un passaggio difficile della vita familiare. Ogni feritoia può diventare spazio di luce, occasione di rigenerazione, possibilità di ricominciare.

Laboratori e restituzione: la comunità che pensa insieme

A partire dalle provocazioni della mattinata, i partecipanti si sono divisi in sottogruppi e laboratori, lavorando su casi concreti, esperienze pastorali e possibili percorsi di accompagnamento.

La fragilità non va nascosta, ma accolta; non va giudicata, ma accompagnata; non va temuta, ma trasformata in cammino.

Una comunità che si ritrova

Il weekend è stato arricchito dalla presenza di don Sabatino Fiotti, responsabile regionale, e di mons. Cipollone, punto di riferimento della CEAM per la pastorale familiare. La partecipazione è stata ampia e sentita: oltre 120 persone, tra cui una significativa delegazione della Diocesi di Chieti‑Vasto, composta da 22 partecipanti (10 coppie e 2 sacerdoti).

I momenti di preghiera, i pasti condivisi, gli spazi informali hanno creato un clima di amicizia, fraternità e fiducia, dove ciascuno ha potuto portare la propria storia e ricevere quella degli altri.

La celebrazione eucaristica: il compimento del cammino

Il weekend si è concluso con la Santa Messa, segno di una comunità che non solo riflette, ma si affida; non solo analizza, ma si lascia guidare; non solo ascolta, ma si mette in cammino.

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