“L’Agnello e la santità”

(Commento al Vangelo di don Pieralbert D’Alessandro)

Il Dio- con-noi contemplato nel tempo natalizio, si mostra in questa II domenica dell tempo ordinario, presentato da Giovanni il Battista come “l’Agnello di Dio” che toglie i peccati del mondo!

Spesso nell’ album fotografico della nostra vita ci impegniamo a voler togliere in maniera ostinata ogni bruttura, nella difficoltà di accettare gli errori, dettata anche da un velo d’ orgoglio. Spesso questa dinamica è soltanto un dispendioso carico di energie.

L‘agnello è venuto incontro al bisogno di bellezza e di salvezza con assoluta mitezza. È sempre a nostro favore. Infatti il suo compito non è tanto quello di togliere il peccato, ma di assumerlo su di sé sollevandolo, per evitare che il mondo soccomba sotto il suo insopportabile peso.

È proprio perché “l’Agnello di Dio” assuma concretamente la nostra vita, nasce una conseguenza per tutti: mentre egli sta con noi e diventa come noi, anche noi possiamo imparare a diventare come lui. questo processo è chiamato “santificazione“, che viene avviato dal battesimo, si nutre con la vita di carità e con i sacramenti.

In una società dove spesso si è disorientati su “ciò che dobbiamo fare“, su “chi dobbiamo essere“, alimentati spesso da un sentimento di insoddisfazione e disperazione. Essere santi infatti, non vuol dire fare un cammino privo di errori, o essere esente da fallimenti, ma essere disposti ad assumere, risposte da assumere giorno per giorno, la guida è la compagnia di “qualcuno” capace di portare la tua povertà.

Ricordiamo ai nostri cuori che solo l’Agnello di Dio può renderci seriamente e serenamente vivi!

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