La didattica a distanza è davvero un fattore negativo?

Rubrica sono una mamma non sono una santa

Come tutte le mamme con figli che sono ancora alle superiori, a causa della pandemia stiamo vivendo un periodo molto particolare per quanto riguarda la formazione scolastica. Come mamma mi chiedo: “La didattica a distanza è davvero così negativa? Non potrebbe diventare una necessità che si trasforma in virtù?“.

E’ questo l’atteggiamento che mi piacerebbe avessero gli insegnanti in questo tempo così particolare in cui sono chiamati a fare lezioni a distanza: trasformare questo stato di necessità in una nuova e grande opportunità per acquisire nuove competenze, una vera e propria conversione digitale degli insegnanti e degli alunni nei metodi ma non nella passione.

Come tutti i genitori nel mese di dicembre ho avuto tanti colloqui con diversi docenti. L’ intercalare più comune era: “Purtroppo questa didattica a distanza e non in presenza non è la stessa cosa….“. E’ innegabile che una formazione in presenza ha dei connotati insostituibili ma non si può non considerare che la maggior parte dei lavori che svolgeranno i nostri ragazzi richiedono sempre più una formazione continua e c’è una buona probabilità che la formazione a distanza possa diventare quasi una consuetudine. So per certo che ci sono tanti insegnanti che si prodigano in diecimila modi, per rendere quanto più interessante possibile la lezione.

Tuttavia, oggi è richiesto, anzi urge, un cambio di mentalità e di sicuro non si può pretendere di insegnare con le stesse metodologie di quando si è in presenza: è faticoso per gli insegnanti e noioso per i ragazzi. Si potrebbe ad esempio sostituire la classica lezione frontale (assolutamente anacronistico nella didattica a distanza) con dinamiche interattive e di gruppo. Si potrebbe pensare ad esempio affidare la spiegazione di un argomento agli alunni stessi spronati alla realizzazione di un video o di una presentazione con un Power Point, Blender e/o tutte i programmi o app per cellulari che già esistono. Insomma arrivare a una sorta di didattica costruita da insegnanti e alunni insieme. E anche le interrogazioni si potrebbero sostituire con la preparazione di un video non dove semplicemente ci sono gli alunni che ripetono la lezioncina ma un video in cui tramite immagini, voci, disegni esimili danno modo di esprimere tutta il loro intelletto e fantasia.

Paradossalmente i ragazzi di oggi sono abituati al discorso digitale ma hanno poche competenze digitali. E la didattica a distanza potrebbe divenire proprio lo strumento più adatto per acquisire quelle competenze informatiche che i tempi di oggi richiedono con grande prepotenza. E’ questo un processo che la scuola italiana sta cercando di avviare da tantissimo tempo ma senza successo. Da diversi anni il programma ministeriale delle elementari già prevede l’ora di informatica ma senza trattare l’utilizzo di word, power point, paint e simili. Nella maggior parte dei casi ci si limita allo studio delle componenti hardware e non all’utilizzo dei software.

E allora quale occasione migliore per far diventare i computer e gli smartphone stessi veri e incredibili strumenti di apprendimento trasversali. Oltre agli strumenti Office e Adobe ci sono tantissime app che si potrebbero proporre ai ragazzi per vivere il digitale in maniera molto costruttiva e creativa.

Dio nella sua immensità ha creato e pensato all’uomo in maniera così perfetta che anche nella malattia e nella diversità acquisisce delle peculiarità incredibili. E noi come sue creature siamo chiamate a vivere la vita come una meravigliosa avventura in cui impariamo attimo dopo attimo a saperne cogliere tutte le opportunità che essa ci dona: anche quando tutto sembra sbagliato e inopportuno. Per fare questo a volte bisogna avere un po’ di Alzheimer per dimenticare chi si è e ricominciare daccapo come se tutto fosse nuovo, un po’ di Asperger per cogliere l’eccellenza” nel fare determinate cose, e immedesimarsi nell’età della fanciullezza fatta dal desiderio di scoprire, il ragionamento essenziale e la voglia di scoprire.

(Immagine in copertina presa da https://www.lastampa.it/torino/2020/04/08/news/coronavirus-ecco-come-a-settimo-insegnamo-ai-prof-la-didattica-a-distanza)

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