Eucarestia è lo stupore senza fine

L’Eucaristia non finirà mai di stupirci: è il nostro incontro più intimo e personale con il Signore Risorto, ma avviene all’interno di una celebrazione comunitaria; è Dio stesso che ci dona la sua vita, ma dono nascosto in un piccolo pezzo di pane. Oggi, allora, non è tanto la festa dei tabernacoli aperti, degli ostensori solenni e delle processioni infiorate, oggi è molto di più: è il giorno in cui siamo chiamati a prendere consapevolezza che il dono di Dio è per noi, per la nostra vita di oggi. È un dono che va accolto ogni giorno di più perché in noi scorra la stessa vita divina.

Quando ascoltiamo le parole di Gesù: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo” su quali di esse si concentra la nostra attenzione? Ci hanno insegnato che la realtà più importante è quel pane trasformato nel suo corpo. Verissimo. Ma oggi vorrei soffermarmi su quel “prendete”. Perché il vero miracolo dell’Eucaristia sta qui: prendete, per essere trasformati voi!

Pensando alle nostre celebrazioni eucaristiche, Gesù potrebbe ripeterci almeno 7 volte il “prendete”.

  1. Prendete l’Eucaristia che è Parola: una Parola che oggi ci porta luce, ci aiuta a comprendere noi stessi e la storia, che oggi si realizza nella nostra vita, ricordandoci sempre che “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Dt 8,3);
  2. Prendete l’Eucaristia che è gesto: è mano tesa di chi, come un mendicante, riconoscere di aver bisogno di Dio per alimentare la propria vita e orientarla verso l’eternità;
  3. Prendete l’Eucaristia che è dono: nessuno di noi se lo merita, nessuno di noi può conquistarlo: devi solo accoglierlo perché la tua umanità venga trasformata in ciò che mangi;
  4. Prendete l’Eucaristia che è medicina: è possibilità di essere guariti, rigenerati nel profondo. È rimedio alla nostra fragilità, è guarigione dalle ferite più profonde per ritrovare la pace perduta;
  5. Prendete l’Eucaristia che è aiuto: sostegno nella nostra lotta quotidiana contro lo spirito del male. È forza per vincere le tentazioni e risultare vittoriosi nel confronto con tutto quello che rovina la nostra vita.
  6. Prendete l’Eucaristia che è pegno di immortalità: immersi in questa storia, con le sue luci e le sue ombre, con i suoi tragici sbagli e le sue occasioni perdute, noi siamo invitati ad alzare lo sguardo verso il giorno senza tramonto.
  7. Prendete l’Eucaristia che è relazione: relazione con Dio, e quando c’è Lui con noi la nostra vita diventa già piena, eterna; relazione con gli altri, e quando c’è Lui con noi i nostri rapporti hanno la forza di superare gli ostacoli dell’incomprensione e degli errori commessi.

Prendete, mangiate, lasciatevi trasformare: qui è il miracolo, l’ostensorio, il grande stupore.

Non andiamocene da questo mondo senza essere diventati, anche noi come Gesù, pezzo di pane buono, spezzato per la fame e per la pace di qualcuno.

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