La catechesi è un’opera d’arte: don Gilberto Ruzzi confermato alla guida dell’UCR per altri 5 anni

In data 30 gennaio 2026, la Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana (CEAM) ha ufficializzato il rinnovo dell’incarico per don Gilberto Ruzzi come Direttore dell’Ufficio Catechistico Regionale (UCR). La decisione, maturata durante l’ultima sessione della conferenza dei vescovi delle due regioni, conferma la fiducia in un profilo che negli ultimi anni ha saputo coniugare la lettura dei segni del tempo, innovazione metodologica e profonda sensibilità artistica nel campo della catechesi.

Un mandato all’insegna della continuità e dell’arte

Don Gilberto Ruzzi, appartenente all’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, guiderà l’Ufficio Catechistico Regionale per un ulteriore quinquennio. Sotto la sua direzione, l’Ufficio ha promosso una visione della catechesi non solo come “istruzione dottrinale”, ma come esperienza di bellezza. Don Gilberto è infatti noto per la sua straordinaria capacità di raccontare la Lieta Novella con le immagini delle più grandi e a volte anche sconosciute opere d’arte, un percorso che utilizza per introdurre i fedeli alla celebrazione del Mistero di Cristo.

Chi è don Gilberto Ruzzi

Don Gilberto ha costruito una solida esperienza sia a livello parrocchiale che diocesano e con un attenzione particolare per la ricerca dell’evoluzione della catechesi sia per le giovani generazioni che per gli adulti. Ecco i punti salienti del suo percorso:

  • È stato parroco ad Abbateggio e Roccamorice, per poi assumere nel 2014 la guida della parrocchia di San Michele Arcangelo a Miglianico.
  • Oltre al ruolo regionale, ha rivestito il ruolo del Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano di Chieti-Vasto fino al 2024 ed è membro della Consulta Nazionale dell’Ufficio Catechistico della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).
  • Ricopre il ruolo di assistente ecclesiastico AGESCI (Scout) per la zona di Chieti e si occupa della formazione dei ministeri istituiti.

Le sfide per il prossimo quinquennio

La conferma arriva in un momento cruciale per la Chiesa italiana. La sfida più ambiziosa per l’Ufficio Catechistico Regionale sarà quella di formare educatori che siano, prima di tutto, degli innamorati di Cristo, osservatori attenti della realtà che si impegnino affinché la catechesi:

  • Sia un “Indicatore” profetico: La catechesi deve fungere da bussola, capace di indicare la presenza di Dio nelle pieghe della quotidianità, partendo da un ascolto empatico e profondo delle persone a cui si rivolge.
  • Sappia leggere i segni dei tempi: In un mondo in rapida trasformazione, la catechesi deve abbandonare linguaggi obsoleti per parlare al cuore dell’uomo contemporaneo.
  • Si metta in ascolto delle nuove realtà: La Chiesa è chiamata a vivere nel “tempo di oggi”, confrontandosi con le nuove povertà, le sfide digitali, le diverse strutture familiari e le istanze dei giovani.

La centralità del catechista: formazione e rete

Il catechista è il motore fondamentale della trasmissione della fede nelle comunità locali. Per questo, un altra la sfida principale riguarda il superamento di una preparazione frammentata a favore di una formazione permanente diffusa in loco.

  • Competenze integrate: È necessario un percorso continuo che permetta di aggiornare costantemente le competenze teologiche, pedagogiche e relazionali, rendendo l’educatore capace di abitare la complessità del presente.
  • Reti di collaborazione: rompere l’isolamento delle singole parrocchie. La sfida è promuovere la costruzione vere e proprie reti di catechisti, spazi di confronto dove lo scambio di “buone pratiche” diventi la norma e la collaborazione uno stile di vita ecclesiale.

“La catechesi deve essere capace di toccare le corde più profonde dell’umano, e l’arte è il linguaggio che meglio aiuta a immaginare e veicolare i progetti per il futuro.” — Don Gilberto Ruzzi durante un recente convegno regionale.

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