Don Giovanni: “Gianfranco ha un cuore grande”

VASTO. Tantissimi i fedeli che si sono ritrovati presso la con-cattedrale San Giuseppe di Vasto per festeggiare il 25 anni dall’ordinazione sacerdotale di don Gianfranco Travaglini (leggi).

Oltre a parenti e amici, erano presenti una rappresentanza di tutte le comunità (Vasto, Chieti, Lettopalena, Lama dei Peligni, Taranta Peligna, Casoli) in cui il presbitero ha prestato il suo servizio e quella in cui è cresciuto e ha maturato il suo sì alla chiamata vocazionale (San Salvo).

Per l’occasione era stato allestito un maxi schermo fuori della chiesa per contenere le tantissime persone che hanno voluto rendere grazie a Dio per il dono del sacerdozio di don Gianfranco.

La cerimonia è stata officiata oltre che dall’arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto Bruno Forte, concelebrato dal vescovo di Avezzano Piero Santoro, il sacerdote che ha accolto il germe vocazionale dell’undicenne Gianfranco quando con la sua Alfa 33 lo accompagnava al campo scuola del seminario di Chieti e che nel momento dell’ordinazione gli ha augurato di avere la vocazione del seminatore e non del mietitore, e dal vescovo di Trivento Domenico Scotti, padre spirituale del periodo del seminario.

Prima che iniziasse la celebrazione eucaristica nel discorso introduttivo, Don Giovanni Pellicciotti, vice parroco della chiesa di San Giuseppe e predecessore di don Gianfranco, ha riferito che, sin dal suo arrivo in cattedrale, ha percepito il suo grande cuore. I “due ragazzi di strada” Umberto e Maria Pia che vivono con don Gianfranco, gli hanno consegnato una targa ricordo a nome di tutta la comunità.

Monsignor Forte, durante la sua omelia ha sintetizzato i 25 anni di sacerdozio di Travaglini con tre parole: fede, vigilanza e speranza.

Prima della solenne benedizione, don Gianfranco ha preso il microfono e raccontando che in mattinata si era recato al santuario di Monteodorisio, luogo a lui molto caro dove spesso si reca per pregare e per essere “incerottato” dal sacerdote che raccoglie le sue cadute, ha voluto ringraziare una lunga lista di persone a cominciare dalla sua famiglia che gli ha trasmesso la fede e il valore del servizio alla parrocchia e tutte le comunità parrocchiali in cui ha vissuto. Nel santuario rivedendo i suoi 50 anni come dei fotogrammi, ha visto una presenza costante, la raffigurazione della Sacra Famiglia e in quella che descrive la fuga in Egitto, il personaggio a lui più caro e in cui ci si rivede è l’asino, perchè portava Maria con in grembo Gesù ed era guidato per la “capezza da san Giuseppe.

Alla celebrazione erano presenti, oltre ai tanti sacerdoti che hanno voluto condividere con il loro confratello questo momento di gioia, anche il parroco ortodosso Petru Bogdan Voicu, con cui don Gianfranco collabora per promuovere il dialogo inter-religioso, don Raimondo Artese e don Beniamino Di Renzo, parroci della città dove è nato e cresciuto don Gianfranco.

Presenti anche il sindaco Francesco Menna in fascia tricolore, il vicesindaco Peppino Forte e altri rappresentanti istituzionali.

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