Convento – Santuario – Parrocchia Maria Ss.ma Incoronata di Vasto

I tesori di santa Madre Chiesa

Non a caso, Dio che è l’Amore e  bellezza infinita per eccellenza, è senza ombra di dubbio il più grande ispiratore delle più grandi opere d’arte al mondo. E se pensando a come dei semplici blocchi di marmo sono diventati ad esempio opere come il Cristo Velato e la Pietà di Michelangelo si può provare a immaginare la fede dei dei suoi autori. Quanto stupore ha saputo suscitare nelle mani d’uomo il figlio di Dio?

Santa Madre Chiesa ha un incredibile patrimonio di opere d’arte che avvicinano l’anima dell’uomo a Dio. Ogni martedì pubblicheremo uno di questi patrimoni a partire da quelle di Vasto e del suo circondario.

(1° articolo San Giuseppe Vasto – Leggi, 2° articolo Santa Maria Maggiore Vasto – Leggi )

(Dal sito dei frati MInori Cappuccini d’Abruzzo)


Fino al 1809 la città di Vasto ebbe un convento dei cappuccini, aperto nel 1582-85 dalla provincia di Sant’Angelo (Foggia), con chiesa tuttora esistente dedicata a Santa Maria degli Angeli, popolarmente detta di Sant’Anna. Soppresso nel detto anno per le leggi napoleoniche, il convento fu definitivamente chiuso nel 1811 e venduto dal demanio al barone Genova Rulli.
Il 31 marzo 1860 Francesco II, re delle Due Sicilie, con regio decreto autorizzava l’apertura di un conventino per i cappuccini d’Abruzzo fatto costruire a Vasto dai coniugi Antonino Celano e Giovannina Mayo, e l’8 settembre del medesimo anno i frati, sotto la guida di P. Giuseppe Cerritelli da Chieti, presero dimora nei modesti locali annessi alla chiesa extraurbana di Maria Ss. Incoronata. La loro vita di preghiera, di silenzio e di lavoro dopo alcuni mesi fu turbata dalla legge piemontese, che sopprimeva le comunità religiose (17 febbraio 1861 e 7 luglio 1866).
I cappuccini furono ospitati per qualche tempo nella vicina villa del signor Antonino Celano il quale, poi, rivendicando a sé come proprietà privata il piccolo convento soppresso, fece sì che i frati potessero rientrarvi. Per alcuni anni non fu loro consentito di officiare la chiesetta adiacente, del cui servizio era stato nel frattempo incaricato un sacerdote diocesano. Con atto del 27 aprile 1883 il comune di Vasto concedeva in perpetuo la chiesa dell’Incoronata al signor Celano che, a sua volta, donava il tutto ai frati cappuccini.
Negli anni successivi alla soppressione il convento dell’Incoronata, quasi unico dei nostri rimasto aperto, raccolse alcuni frati dispersi della provincia d’Abruzzo, anzi ne ospitò anche di altre province. Lo stesso noviziato della nostra provincia per qualche anno ebbe sede in questo convento, e i giovani chierici poterono qui attendere agli studi, frequentati anche da alcuni seminaristi in diaspora.
Per le cresciute esigenze di spazio nel 1889 P. Francesco da Palombaro curava la costruzione del piano superiore del convento che accogliesse anche una scuola di aspiranti alla vita cappuccina; nel 1914 vi fu trasferito da Penne il primo seminario serafico della nostra provincia che, con successivo incremento di persone e di ambienti, rimarrà attivo fino al 1977, quando la generale crisi delle vocazioni ne imporrà la chiusura.
Rilevanti interventi di ristrutturazione e di ampliamento del seminario e del convento furono fatti negli anni 1955-56, 1968-71, 1983-86. Dal settembre 1986 al settembre 1992 il convento dell’Incoronata è stato sede del postnoviziato dei cappuccini d’Abruzzo.
La cappella di Maria Ss. Incoronata, che nella prima metà del secolo XVIII era sorta presso quella più antica di San Martino, ampliata già nel 1781, fu restaurata e ulteriormente ampliata negli anni 1918-1919, mentre nel 1938 ebbe un’ampia facciata con porticato in laterizio.
Con decreto del 1° marzo 1971 l’Arcivescovo di Chieti Mons. Loris F. Capovilla erigeva nella chiesa cappuccina dell’Incoronata di Vasto l’omonima parrocchia a servizio di una popolazione rurale in espansione.

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