Angelo e Giovanna raccontano la loro storia d’amore

Correva il 3 gennaio del 1970, esattamente 50 anni fa, quando Angelo Manes e Giovanna Raspa convolarono a nozze dopo circa sei mesi di corteggiamento prima del fatidico sì. Una cerimonia molto semplice con una festa fatta in casa con pochissimi intimi, boccioli di rose bianche come addobbi e soli venti scatti fotografici per immortalare i momenti di una giornata che ha segnato profondamente la storia di un uomo e una donna che dopo 50 anni sono più inseparabili che mai, prendendo sul serio quella promessa d’amore fatta davanti a un Dio a cui hanno riservato un posto speciale nel loro matrimonio. Ecco la loro storia.

Come e quando vi siete conosciuti?

Mia madre conosceva la nonna di Giovanna e sapendo che la figlia che stava in Germania, aveva due figlie in età da marito, le chiese l’indirizzo per contattarla e farli incontrare. Io ero l’ultimo di otto figli ed ero anche l’unico rimasto che, come si diceva un tempo, era ancora da “sistemare”. Io all’epoca ero migrato in Svizzera per lavoro e Giovanna in Germania. Mia mamma scrisse una lettera ai genitori di Giovanna per chiederle se potevo andare a conoscerli. (Angelo)

Mia mamma mi avvisò di questa cosa e in una domenica di giugno del 1969, Angelo venne a casa nostra in Germania. Io e mia sorella eravamo imbarazzate dalla situazione anche perché io avevo conosciuto Angelo da bambina e non mi aveva colpito più di tanto. Andò via con la promessa che ci saremmo rivisti ancora per conoscerci. Veniva puntualmente tutte le settimane. Ogni lunedì ci scrivevamo una lettera per raccontarci le nostre esperienze e conoscerci meglio. Quando e se uscivamo insieme mio padre ci mandava mia sorella, che non era molto contenta di fare il terzo incomodo. A un certo punto dissi a mio padre: “O ti fidi o non ti fidi. Se mi devo sposare ho bisogno di conoscerlo e capire se lui è davvero l’uomo della mia vita”. Dopo 5 mesi di un romantico corteggiamento ho acconsentito a sposare Angelo. Abbiamo deciso di celebrare il matrimonio qui a San Salvo fissando come data il 3 gennaio del 1970 conciliando il tutto con i giorni di ferie dal lavoro. Ricordo che don Cirillo tra tutti i documenti chiese un certificato ad Angelo che attestasse la sua confessione. (Giovanna)

Come avete vissuto i primi anni di matrimonio?

Dopo una settimana siamo tornati entrambi in Svizzera e dopo sono tornata in Germania per potermi licenziare. Dopo due settimane ci siamo riuniti in Svizzera. Era difficile trovare casa, avevamo traslocato diverse volte ma sempre con un letto singolo e per brevi periodi. Dopo poche settimane dal matrimonio scoprimmo che ero incinta. Quando nacque Davide, il nostro primo figlio, non ci potevamo credere, era bellissimo biondo con gli occhi azzurri e ci dicevamo: “Ma è nostro? L’abbiamo fatto noi questa meraviglia?”. Nel 1975 è nato anche il nostro secondogenito, Fausto. Nel 1976, quando Davide sarebbe dovuto entrare a scuola l’affidammo a mia mamma che nel frattempo si era trasferita con la famiglia a San Salvo. E così per poter mettere altri soldi da parte siamo rimasti a lavorare in Svizzera. Nel 1981 quando anche Fausto doveva iniziare la scuola abbiamo la decisione di tornare in Italia per ricongiungere la famiglia. All’inizio abbiamo avuto molte difficoltà a trovare lavoro. (Giovanna)

Qual’è il segreto dei vostri cinquant’anni di matrimonio?

Non non siamo due cuori e una capanna ma di sicuro supporto e sopportazione l’uno dell’altro. Esistono, come è giusto che ci siano, gli screzi e le divergenze di opinioni perché siamo due persone diverse ma nel contempo c’è un profondo rispetto. Le litigate sono all’ordine del giorno e spesso per cose banali. Una volta abbozza l’uno e un’altra volta l’altro, cerchiamo sempre di venirci incontro. Non ci stanchiamo mai di stare sempre insieme. Oggi che siamo pensionati seguo sempre Giovanna nelle sue passioni per il teatro e per il canto. Siccome spesso faccio riprese e foto, mi considerano parte di loro come il loro “reporter di fiducia”. (Angelo)

Siete una coppia molto presente in parrocchia. Perché e cosa vi attira lì?

Quando stavo all’estero mi mancava il poter frequentare la chiesa e con i figli avvertivo forte il desiderio di portarceli. E così quando siamo arrivati qui a San Salvo nel portare loro mi sono avvicinata tanto anch’io. Avevo tanta sete di Dio! Frequentavo e frequento tuttora il gruppo di Azione Cattolica. Angelo ha cominciato a frequentare e a cambiare alcuni modi di fare dopo il nostro viaggio a Lourdes nel 1999. Lì ha avuto una conversione e ha cominciato ad andare a messa non più per dovere ma per amore. (Giovanna)

Quali sono i momenti più belli della giornata?

Quando vediamo i nostri nipoti. Ai figli si vuole bene ma ai nipoti di più.

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