Adamo ed Eva e il peccato originale
Segno di croce – “Vieni Santo Spirito a guidare questo incontro”, preghiera spontanea e/o un Ave, un Padre Nostro, un Angelo di Dio…
Molto probabilmente già in altre occasioni abbiamo sentito la storia di Adamo ed Eva. Ora leggiamo come ce lo racconta la Bibbia. Questo incontro dedichiamolo proprio alla Parola di Dio (riportata in calce) lasciandoci coinvolgere con questo racconto fidandoci della sua grandissima capacità di raccontarci una storia viva che parla del primo racconto di un uomo Dio e una donna e di noi.
Allora cosa pensate di questo racconto? Che cosa vi ha colpito? Perché parla anche di noi? Quante volte come Adamo ed Eva diamo per scontata l’amicizia con Dio, il giardino e tutto ciò che abbiamo? Quante volte dinanzi a un bivio scegliamo il male anziché il bene?
- Il Giardino e la Fiducia: il Giardino dell’Eden rappresenta la perfetta amicizia e armonia tra Dio e l’uomo. Dio offre tutto, tranne una cosa.
- La scelta e le conseguenze: Adamo ed Eva hanno scelto di fare a modo loro (il frutto), rompendo quell’amicizia. Il Peccato Originale non è solo “una mela mangiata,” ma la scelta di non fidarsi di Dio.
- Il Peccato Originale oggi: noi non siamo colpevoli della scelta di Adamo ed Eva, ma ereditiamo la conseguenza: la fatica di fare il bene, la tristezza, la tendenza all’egoismo (il “serpente” che sussurra in noi). E come quando un bisnonno, un trisnonno …..ci lascia in eredità qualcosa (ad esempio una casa, un terreno, un gioiello ecc.) che ci lega e a cui non riusciamo a rinunciare.
Proposte di momenti ludici
- Disegno del giardino e dei personaggi principali– Disegniamo un giardino bellissimo, con un albero speciale. Poi spiega che Dio ci dona tante cose belle, ma ci chiede di rispettare i suoi limiti per il nostro bene. Il disegno ci aiuta a interiorizzare e memorizzare
- Piccolo teatrino Dividiamoci i ruoli: Adamo, Eva, il serpente, Dio. Con semplici battute, i bambini rivivono la scena. Questo li aiuta a interiorizzare la storia in modo attivo.
- Gioco delle scelte Prepara due cartoncini: uno con un “sì” e uno con un “no”. Leggi piccole situazioni quotidiane (es. “Aiuto un amico che cade”, “Prendo una cosa senza chiedere”). I bambini alzano il cartoncino giusto. Così capiscono che ogni scelta ha conseguenze, proprio come Adamo ed Eva.
- Il frutto simbolico Porta una mela (o altro frutto). “Che cosa rappresenta questo frutto nella storia di Adamo ed Eva?” → la tentazione. Poi condividi il frutto insieme, spiegando che Dio invece ci dona i frutti buoni della vita.
- Il Gioco della Scelta e della Consequenza – (Focalizzarsi sull’Obbedienza e la Libertà) Prendiamo due sacchetti opachi o due scatole. Nel Sacchetto A (La Promessa/Fiducia): Tanti piccoli cioccolatini, caramelle o adesivi colorati (cose buone). Nel Sacchetto B (La Disobbedienza/Tentazione): Una cosa non piacevole (es. qualche pezzo di carta stropicciato, un sassolino, un frutto che non amano, o semplicemente nulla).➡️ Svolgimento: Vi do una regola: potete prendere dal Sacchetto A ogni volta che finite di fare un bel disegno o vi aiutate tra voi. Vi ho dato tutto il buono che volete. Ma non dovete MAI guardare o toccare il Sacchetto B.” – “Cosa è successo? Perché non mi avete ascoltato? Avevate fiducia in me?”. “Adamo ed Eva hanno fatto la stessa cosa. Dio aveva dato loro tutto il bene (Sacchetto A), ma loro hanno voluto provare a fare a modo loro (Sacchetto B), pensando di trovare qualcosa di meglio. Ma non c’era niente di meglio. E così hanno rotto l’amicizia con Dio. Il Peccato è proprio questo: rompere l’amicizia con Dio perché scegliamo di non fidarci.”
- Il Muro e il Ponte (Focalizzarsi sul Sacramento) ➡️ Materiale Blocchi di legno/mattoncini di plastica o 5-6 foglietti di carta da usare come “mattoni”. Un’immagine semplice di Gesù o una Croce. ➡️ Svolgimento Costruire il Muro: Chiedi ai bambini di nominare un’azione che è “peccato” (es. non ascoltare la mamma, dire una bugia, non condividere). Per ogni azione nominata, metti giù un mattone tra loro e l’immagine di Gesù. “Vedete? Ogni volta che facciamo una scelta sbagliata, costruiamo un piccolo muro tra noi e Gesù. Non è che Gesù scappa, siamo noi che ci allontaniamo, perché la nostra scelta ci rende tristi o arrabbiati. Questo è il Peccato.” Gesù, il Ponte: L’unica persona che può togliere questi mattoni è Gesù. Il Battesimo/Confessione: “noi siamo già stati battezzati, quindi quel primo grande muro (il Peccato Originale) è stato tolto! Ma i piccoli mattoni che mettiamo noi (i nostri peccati) possono essere tolti con un grande regalo di Gesù: la Confessione (o Sacramento della Riconciliazione). Quando ci pentiamo, Gesù ci perdona e toglie i mattoni, ricostruendo il ponte (e togli i mattoni uno a uno).”
In calce Genesi 2,15 -25 e 3, 1-24. e Catechismo Chiesa Cattolica sulla creazione e peccato originale
15 Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16 Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».
18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 23 Allora l’uomo disse:
«Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna
perché dall’uomo è stata tolta».
24 Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.
Genesi 3,1-24
1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». 2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». 4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! 5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». 6 Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. 7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
8 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9 Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». 10 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».
11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».
12 Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». 13 Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
14 Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche;
sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
15 Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
16 Alla donna disse:
«Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ma egli ti dominerà».
17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,
maledetto sia il suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo
per tutti i giorni della tua vita.
18 Spine e cardi produrrà per te
e mangerai l’erba campestre.
19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;
finché tornerai alla terra,
perché da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!».
20 L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.
21 Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì.
22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». 23 Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. 24 Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica
«L’uno per l’altro» – «una unità a due»
371 Creati insieme, l’uomo e la donna sono voluti da Dio l’uno per l’altro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. « Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile » (Gn 2,18). Nessuno degli animali può essere questo « pari » dell’uomo. 485 La donna che Dio « plasma » con la costola tolta all’uomo e che conduce all’uomo, strappa all’uomo un grido d’ammirazione, un’esclamazione d’amore e di comunione: « Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa » (Gn 2,23). L’uomo scopre la donna come un altro « io » della stessa umanità. 372 L’uomo e la donna sono fatti « l’uno per l’altro »: non già che Dio li abbia creati « a metà » ed « incompleti »; li ha creati per una comunione di persone, nella quale ognuno può essere « aiuto » per l’altro, perché sono ad un tempo uguali in quanto persone (« osso dalle mie ossa… ») e complementari in quanto maschio e femmina. 486 Nel matrimonio, Dio li unisce in modo che, formando « una sola carne » (Gn 2,24), possano trasmettere la vita umana: « Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra » (Gn 1,28). Trasmettendo ai loro figli la vita umana, l’uomo e la donna, come sposi e genitori, cooperano in un modo unico all’opera del Creatore. 487 373 Nel disegno di Dio, l’uomo e la donna sono chiamati a dominare la terra 488 come « amministratori » di Dio. Questa sovranità non deve essere un dominio arbitrario e distruttivo. A immagine del Creatore, « che ama tutte le cose esistenti » (Sap 11,24), l’uomo e la donna sono chiamati a partecipare alla Provvidenza divina verso le altre creature. Da qui la loro responsabilità nei confronti del mondo che Dio ha loro affidato. IV. L’uomo nel paradiso 374 Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo. 375 La Chiesa, interpretando autenticamente il simbolismo del linguaggio biblico alla luce del Nuovo Testamento e della Tradizione, insegna che i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati costituiti in uno stato di santità e di giustizia originali. 489 La grazia della santità originale era una partecipazione alla vita divina. 490 376 Tutte le dimensioni della vita dell’uomo erano potenziate dall’irradiamento di questa grazia. Finché fosse rimasto nell’intimità divina, l’uomo non avrebbe dovuto né morire, 491 né soffrire. 492 L’armonia interiore della persona umana, l’armonia tra l’uomo e la donna, 493 infine l’armonia tra la prima coppia e tutta la creazione costituiva la condizione detta « giustizia originale ». 377 Il « dominio » del mondo che Dio, fin dagli inizi, aveva concesso all’uomo, si realizzava innanzi tutto nell’uomo stesso come padronanza di sé. L’uomo era integro e ordinato in tutto il suo essere, perché libero dalla triplice concupiscenza 494 che lo rende schiavo dei piaceri dei sensi, della cupidigia dei beni terreni e dell’affermazione di sé contro gli imperativi della ragione. 378 Il segno della familiarità dell’uomo con Dio è il fatto che Dio lo colloca nel giardino, 495 dove egli vive « per coltivarlo e custodirlo » (Gn 2,15): il lavoro non è una fatica penosa, 496 ma la collaborazione dell’uomo e della donna con Dio nel portare a perfezione la creazione visibile. 379 Per il peccato dei nostri progenitori andrà perduta tutta l’armonia della giustizia originale che Dio, nel suo disegno, aveva previsto per l’uomo.
