“Amici, mangiate, bevete; inebriatevi d’amore”. Una giornata immersi nell’amore di Dio alla 45ª Convocazione regionale del RnS Abruzzo

MONTESILVANO. Una vera oasi di spiritualità, un tempo di grazia e di ristoro per l’anima. Così si è presentata la 45ª Convocazione Regionale dei Cenacoli, Gruppi e Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo d’Abruzzo, svoltasi domenica 25 ottobre 2026 al Pala Dean Martin di Montesilvano sul tema: “Amici, mangiate, bevete; inebriatevi d’amore” (Ct 5,1).

Fin dalle prime ore del mattino centinaia di fratelli e sorelle provenienti da tutta la regione si sono ritrovati per vivere una giornata intensa, scandita dalla preghiera comunitaria carismatica, dall’ascolto della Parola, dalle testimonianze e dalla Celebrazione Eucaristica.

Ad aprire i lavori è stato il coordinatore regionale Mauro Mencarelli, che ha accolto i partecipanti introducendo il significato profondo della Convocazione e richiamando il cammino compiuto dal Rinnovamento negli ultimi quattro anni.

Il primo relatore della giornata è stato Rosario Sollazzo, Coordinatore Nazionale del RnS, che ha guidato l’assemblea in una profonda meditazione sul versetto scelto come tema dell’incontro. Un messaggio che ha posto al centro l’amore di Dio e il bisogno, spesso inespresso, dell’uomo contemporaneo di sentirsi amato.

«La prima parola del tema è “amici“», ha sottolineato Sollazzo, invitando tutti a riconoscersi anzitutto amici di Gesù. Partendo dal libro del Cantico dei Cantici, ha spiegato come l’intera opera sia un grande dialogo d’amore tra lo sposo e la sposa, un linguaggio profondamente umano nel quale Dio si intreccia con la vita concreta di ciascuno.

«Dio non è lontano dalla nostra storia – ha detto – ma entra nella nostra umanità. Gesù vuole un rapporto intimo e personale con ciascuno di noi».

Ripercorrendo il cammino tematico degli ultimi anni del Rinnovamento regionale, Sollazzo ha richiamato gli inviti che hanno accompagnato il popolo del RnS: da “Lazzaro, vieni fuori” a “Coraggio, non temete”, fino all’ascolto della voce del Signore. Un itinerario che oggi trova il suo compimento nell’esperienza dell’amore.

Particolarmente toccante il richiamo alla misericordia del Padre, capace di guarire ogni ferita: «Tutte le nostre ferite sono già state guarite dall’abbraccio del Padre celeste. Dobbiamo arrenderci a Dio che ci ama e ci guarisce».

Nel corso della relazione è emerso più volte il tema della fame d’amore che abita il cuore umano. Citando Sant’Agostino, Sollazzo ha ricordato che il cuore dell’uomo resta inquieto finché non riposa in Dio e che il bisogno più profondo di ogni persona è sentirsi amata.

«Se non permettiamo a Dio di amarci per primo, non saremo capaci di amare», ha affermato, invitando i presenti a lasciarsi raggiungere dall’amore di Cristo che continua a donarsi nell’Eucaristia.

Dopo una breve pausa, la parola è passata a Giampaolo Micolucci, direttore nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, che ha richiamato il movimento a un rinnovato slancio missionario.

«È necessario un nuovo slancio nell’annuncio della fede», ha evidenziato. «Occorre rimettere Gesù al centro della nostra vita e della nostra testimonianza».

Micolucci ha invitato i presenti a tornare al kerigma, all’annuncio essenziale dell’amore di Dio, sottolineando come ogni battezzato sia chiamato a essere testimone nei luoghi della vita quotidiana. Ha ricordato che il Rinnovamento è chiamato a condividere con il mondo la propria esperienza di Pentecoste, rendendo visibile la signoria di Gesù nella vita personale e comunitaria.

Dopo la pausa pranzo, la Convocazione è entrata nel cuore della fede cristiana con l’Adorazione Eucaristica accompagnata dall’assistente spirituale del Rinnovamento d’Abruzzo don Andrea Rosati. Un momento intenso di silenzio e ascolto durante il quale molti hanno sperimentato la presenza concreta del Signore.

Davanti a Gesù Eucaristia, ogni parola sembrava lasciare spazio all’azione di Dio nei cuori. Un tempo di guarigione interiore, di consolazione e di abbandono fiducioso all’amore del Padre.

L’adorazione ha ricordato ai presenti che tutto nasce dall’amore e tutto ritorna all’amore. Soltanto lasciandosi plasmare da Dio è possibile diventare autentici testimoni del Vangelo e trasmettere la fede attraverso l’esperienza viva dell’incontro con Cristo.

A concludere la giornata è stata la Celebrazione Eucaristica presieduta da monsignor Antonio D’Angelo, arcivescovo metropolita dell’Aquila. Attorno all’unico altare si è raccolta l’intera assemblea regionale, segno di una fraternità che trova nell’Eucaristia la propria sorgente e il proprio compimento. Monsignor D’Angelo ha offerto una profonda lettura sulla legge dell’amore: “Amare Dio e il prossimo come se stessi”.

Con semplicità e profondità spirituale, la Convocazione si è conclusa lasciando nei partecipanti la consapevolezza che il bisogno più profondo dell’uomo trova risposta nell’amore di Dio.

Un amore che chiama ciascuno per nome, che guarisce le ferite, che rinnova la speranza e che continua a ripetere a ogni cuore le parole del Cantico dei Cantici: “Amici, mangiate, bevete; inebriatevi d’amore”.

Similar Posts