“Volentieri!”

(Commento al Vangelo di don Nicola Florio)

Ci stiamo avvicinando alla conclusione dell’anno liturgico e il nostro sguardo è orientato verso il Regno di Cristo che si va compiendo nella nostra vita. Spesso ci viene chiesto: dov’è questo Regno? Quando arriverà? Beh… per comprendere questo Regno basta scoprirne chi è il Re: Gesù. Entrare in relazione con Gesù significa già vivere nel suo Regno. Significa vivere in una relazione che ci rende ogni giorno nuovi perché ogni giorno ci sorprende l’amore, l’attenzione e la fiducia che Dio Padre nutre nei nostri confronti.

È proprio di questa fiducia riposta in noi che ci parla il Vangelo di questa domenica.

«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì» (Mt 25,14).

Ci sono almeno tre indicazioni preziose che possono aiutarci a scoprire di quale dignità siamo rivestiti.

  1. L’uomo che Matteo utilizza come metafora per illustrare il volto di Dio non è un uomo duro, anzi, sembra avere così tanta fiducia nei suoi servi che trasmette loro tutti i suoi beni. Glieli affida, fidandosi della loro lealtà.
  2. Fa questa generosa consegna rispettando la capacità di ciascuno, senza mettere nessuno nella difficoltà di dover fare un passo più lungo della propria gamba. Dio ci affida i suoi beni tenendo conto di ciò che siamo e di ciò di cui siamo capaci. Non pretende troppo da noi!
  3. Infine si allontana, lasciandoci spazio e tempo per provare, sbagliare e imparare a incrementare il dono di vita ricevuto.

Così è il nostro Dio. E a questo punto nasce per noi una domanda: mi sento destinatario di questa fiducia che il Signore ripone in me?

A me prete ha affidato la guida di una comunità cristiana: mi sento onorato di questo dono perché Dio si fida di me, o ne sento solo il peso? A te, padre o madre Dio ha affidato tua moglie, tuo marito, i tuoi figli, la tua casa, la tua famiglia: ne sei felice o ne senti solo il peso? A te giovane che vai in cerca della felicità Dio ha affidato la tua stessa vita per farla diventare un capolavoro; Dio si fida di te, crede nelle tue potenzialità: e tu? Credi in te stesso? Credi nel dono della vita? Credi nelle tue capacità?

Oppure abbiamo già deciso di sotterrare i doni di Dio, rendendo la nostra vita triste e frustrata?

Sappiano come vanno le cose nella parabola raccontata da Gesù. C’è chi fa crescere i doni ricevuti, e chi li sotterra. Ma come andrà a finire la nostra vita, la nostra storia? Beh, dipende da come affronteremo le nostre responsabilità. Se le vediamo come un dono, saremo capaci di fare quello che fa la donna virtuosa descritta nella prima lettura di oggi: «Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso. Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero. Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città» (Pr 31,10-13.19-20.30-31).

Che bello l’avverbio utilizzato per descrivere tutta la vita e tutto il lavoro di una donna forte: volentieri.

Coraggio cari fratelli e sorelle nella fede: se ci ricordiamo di essere depositari anche noi della fiducia di Dio, riusciremo a vivere tutti i nostri impegni, non per forza ma volentieri!

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