Voce che dice “Fiducia”, dice “Vita”

(Commento al Vangelo di Don Giovanni Boezzi)

Ascoltiamo volentieri una voce quando è piena, non di chiacchiere ma di amore, di affetto, di passione. Quando ci sentiamo amati, quella voce noi non la vogliamo perdere.  Una voce che sentiamo in mezzo alla folla, subito lo sguardo si alza e cerca, cerca il conosciuto e il conoscente, cerca chi non ci fa sentire soli in mezzo ad una folla di sconosciuti. Quando una voce è piena e non è voce da mestieranti che pretendono di aiutarti mantenendo un distacco cosiddetto professionale e ben pagato, noi quella voce la seguiamo perché dice fiducia e dice vita.

Una voce che, proprio perché piena, dice vita eterna. Una voce che posso accogliere nel vuoto delle mie giornate, nel mio animo vuoto di affetti, nella mia mente oramai stanca di pensare. Appena mi svuoto quella voce mi riempie e mi dona vita eterna.

Lui ci ascolta e ci conosce uno per uno. Ci conosce con la sua mano dalla quale nessuno ci può strappare. L’ascolto che passa nella mano e la mano che diventa ascolto non è cosa da poco, è vita eterna, è vita che passa in noi e tra di noi, è Vita abbracciante di Dio Padre che avvolge tutto il creato. Questa mano ti permette di conoscere sapendo che conoscere non è sapere. Conoscere è essere aperto per accogliere e per custodire l’altro oltre ogni curiosità. Conoscere è voce che dice parola e mano che accarezza con fedeltà. Voce e mano che vivono nel silenzio e germogliano nel tempo sprecato gratuitamente.

Questa è vita eterna: tempo condiviso con qualcuno che mi vuole bene, tempo appassionato, tempo fiducioso, tempo di ascolto, tempo di desiderio.

È tempo di camminare sulla mano aperta del Padre che ha in cuore un solo desiderio: quello di non perdermi. Figuriamoci poi se quella mano è unita alla mano della Madre. Tutto questo mi apre all’eternità che si incarna in parole di relazione, che si incarna sulle linee tracciate da mani callose che mi accarezzano con tutto l’affetto di cui sono piene, perché quei calli sono calli di amore che sono cresciuti su mani che hanno faticato e sofferto perché io non cadessi nella mancanza di nutrimento di amore. Quelle mani d’amore da cui nulla potrà mai strapparci perché amanti e noi sappiamo che forte come la morte è l’amore.

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