Polemiche sulla festa di san Vitale? Torniamo a Cristo
San Vitale è diventato santo non perché seguiva, nella sua vita, l’esempio di un uomo qualsiasi che gli era simpatico, morto secoli prima e di cui aveva sentito parlare. Non è diventato santo perché provava simpatia per qualcuno, ma perché seguiva il Dio vivente e ha scelto di fare del Vangelo il suo punto di riferimento quotidiano.
Molto probabilmente, se potesse parlare all’uomo di ogni tempo, direbbe: “Non seguite me, ma Colui che è Via, Verità e Vita: il Cristo!”
In questi giorni, sui social, sono divampate le polemiche per il fatto che a San Salvo si sia spostata la data della tradizionale sfilata delle some e delle sagnitelle dal 27 aprile al 3 maggio 2025, a causa del funerale di papa Francesco, che si svolgerà il 27 aprile alle ore 10:00, la stessa ora in cui, qui a San Salvo, si sarebbe dovuta fare festa. Mentre la Chiesa, a cui San Vitale apparteneva, era in lutto, qui — secondo alcuni — si sarebbe dovuto festeggiare!
Tra l’altro lo spostamento della data è lo spostamento di una data mobile.
In questi giorni si è parlato molto di date, tradizioni, spostamenti, decisioni “dall’alto”. Si è parlato poco di Cristo. Si è parlato poco anche di San Vitale.
E se davvero lo amiamo, se davvero diciamo di onorarlo, dobbiamo guardare a come ha vissuto, e a come è morto: da innamorato di Gesù. Martire, sì, ma non per gloria o per nome, martire perché ha scelto Cristo sopra ogni cosa, anche sopra la vita. Questo è San Vitale.
Allora torniamo a Cristo. Perché altrimenti, credere in San Vitale non ha senso.
La polemica per lo spostamento della sua festa? Probabilmente si sarebbe alzata comunque, probabilmente perché oggi ci innamoriamo più dei problemi che delle soluzioni, più delle parole che del silenzio di Dio. Se non l’avessero spostata, si sarebbe detto: “Perché non spostare la data? È morto il Papa!”. Ma davvero il problema è la data? O il fatto che ci siamo dimenticati perché San Vitale è santo?
Impariamo a fare della festa di San Vitale l’occasione per scendere piano piano dentro il cuore di Cristo, perché lì troviamo il senso non della festa, ma della vita.
San Vitale non è un personaggio da cartolina. È un esempio da seguire nella sua sequela a Cristo. Le tradizioni religiose che non portano a Cristo non hanno ragione di esistere.
Se sei triste, riparti da Cristo. Se sei confuso, riparti da Cristo. Se sei arrabbiato per come vanno le cose nella Chiesa o nel mondo… riparti da Cristo.
San Vitale, secondo la tradizione, era un soldato romano, padre di Gervasio e Protasio, anche loro santi. Fu martirizzato a Ravenna per non aver rinnegato la sua fede. Morì torturato, ma con il cuore fermo su Cristo. La splendida Basilica di San Vitale a Ravenna è a lui dedicata: non come monumento, ma come memoria viva di una vita donata.
