Oggi i “Pani” benedetti di San Nicola nei panifici di San Salvo

Santa Madre Chiesa è perenne profumo di novità. Una novità che si esprime in diecimila modi, a volte in una quotidianità solo apparentemente sempre uguale e altre volte con degli atteggiamenti davvero nuovi. Il lockdown da Covid sta lasciando uno spazio privilegiato alla creatività dello Spirito Santo.

Solitamente a San Salvo, in occasione della festa di San Nicola Vescovo, celebrata nella prima domenica di giugno, è tradizione distribuire i “Pani” benedetti in onore del santo.

Quest’anno a causa del Covid e delle misure di sicurezza sanitaria la tradizione è stata rimodulata in una formula completamente nuova, forse più bella ed interessante delle edizioni precedenti.

Per la prima volta in assoluto, da quando è nata questa tradizione, sono stati coinvolti tutti i panifici cittadini:

  • Panificio San Giuseppe
  • Panificio Vania
  • Panificio Amedeo
  • Panificio Granatello
  • Panificio Chicco D’oro
  • Panificio Punto Pane
  • Panificio Raspa
  • Panificio D’Achille
  • Panificio Sapore Antico.

I pani sono benedetti lì dove sono prodotti dal parroco don Beniamino Di Renzo e dal diacono don Antonio De Luca e nello stesso luogo verranno distribuiti e i fedeli potranno guardare negli occhi chi, giorno dopo giorno, sceglie di produrre quell’alimento così semplice e prezioso e in cui Gesù stesso ha deciso di incarnarsi e donarsi a noi tutti.

Ed entrando nel nostro panificio di fiducia e sentendo il fragrante profumo del pane proveremo a chiederci o a immaginarci perché Gesù ha scelto proprio questo alimento. Seppur nella semplicità del tempo in cui viveva, probabilmente ne poteva scegliere tanti altri eppure ne ha scelto uno che ha bisogno della collaborazione dell’uomo: dalla semina alla cura e alla raccolta del grano; e poi ancora nel trasporto in altro luogo e alla sua trasformazione prima in farina e poi, con l’ausilio di altri ingredienti offerti da madre natura (acqua e lievito) in pane. Quante volte ha usato questo alimento nelle sue parabole per donarci dei grandissimi insegnamenti ( il seme che non muore, essere lievito). E chissà, forse era anche il suo cibo preferito in assoluto o gli ricordava un’infanzia trascorsa vedendo l’amore che la sua Mamma metteva nell’impastare questo alimento così prezioso o dei momenti in cui gli chiedeva dolcemente di aiutarla per “fargli mettere le mani in pasta” o per trasmettergli dei preziosi insegnamenti. Così come fanno ancora oggi tantissime mamme con i figli piccoli e vivono un tempo carico di tenerezza, dolcezza e amore.

Il pane è un alimento che attraversa tempo, spazi e culture e soprattutto in passato non mancava nella casa dei ricchi e neanche in quella dei poveri (amici prediletti di Gesù): era l’alimento che consentiva di saziarsi con poca spesa.

Nei giorni in cui in casa non entrava un soldo il pane era quell’alimento buono che ti faceva vedere tutto con occhi diversi. Bastava un filo d’olio e un pomodoro per renderlo un piatto da re. Il pane è cosa buona e santa

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