Miriam e Mario, una storia d’amore strapiena di bellezza

L’umanità è una meraviglia stupenda e quando un uomo e una donna scelgono di suggellare il loro amore dinanzi a Dio e Lo invitano ad essere costantemente presente nella loro vita a due, tutto diviene bello. Di seguito la testimonianza di una coppia, Miriam Masullo e Mario Forte, che hanno pronunciato il loro “Sì” totale e incondizionato l’uno all’atro dinanzi a Dio il 31 dicembre 2020 nella chiesa della Madonna Addolorata della parrocchia San Nicola Vescovo a San Salvo, scegliendo solo il rito religioso e senza orpelli: ‘Non è una cerimonia con abito e fiori che dà inizio ad una nuova comunità familiare’, ma solo l’Essenziale”.

Siamo Miriam e Mario.

Ci siamo incontrati un giorno di Primavera, non un giorno qualsiasi, ma il giorno del compleanno di Miriam, il 27 Marzo del 2015. Miriam, laureata da poco, in quei giorni aveva incominciato a fare volontariato mentre Mario, volontario ormai da sempre, era appena rientrato dall’aiutare un suo amico che aveva il papà che per problemi fisici non riusciva più a salire le scale per tornare a casa. Da quel giorno in cui ci siamo conosciuti il pensiero dell’uno per l’altro ha fatto radici nella nostra mente fino a sbocciare nel nostro cuore. Abbiamo vissuto l’epifania di un amore che ci ha sottomesso l’uno all’altro, inducendoci ad andare sempre oltre e ad amare senza riserva e senza misura.

Di anni sono trascorsi e noi eravamo sempre più lontani ma nonostante tutto stavamo camminando insieme. Gli ostacoli ora sembrano parte di un disegno dove ogni elemento lieto o triste, ha trovato il proprio posto e il proprio senso. Ci rendiamo conto che Dio ha sempre ricordato e tutelato il nostro amore riportandoci sempre a ‘casa’, espressione tanto a noi cara. L’essere coppia è così bello e l’amore è così grande, così divino che in una carezza, in un bacio riconosciamo Dio.

Per noi Si è manifestato anche nell’essere padrini dei due nostri ‘primi figli’ Domenico e Matilde ai quali cerchiamo di dare esempio di vita cristiana, seppur consapevoli di essere imperfetti. Cerchiamo Dio comunicando regolarmente con Lui in preghiera, cerchiamo di glorificarlo con il nostro impegno a seguirlo mentre ci domandiamo quale sia il suo proposito e la sua volontà nella nostra vita.

Nel 2019 finalmente ci iscriviamo al corso prematrimoniale, dopo vari anni in cui per esigenze di tempo, lontananza e impegni abbiamo sempre rinviato. Per noi il fine alla partecipazione al corso era riflettere sulle ragioni che ci spingevano a questo passo e meditare se queste avessero corrispondenza col vero significato del Sacramento del Matrimonio.

Eravamo quasi giunti al temine del percorso quando la pandemia ci ha sorpresi annullando tutti i rapporti sociali e separandoci fisicamente perché lavoravamo in due località distanti. Il pensiero del Matrimonio a questo punto era stato ben riposto in un cassetto consci, questa volta, che un giorno molto lontano l’avremmo aperto, grazie al cammino di maturazione spirituale e introspezione fatto i mesi prima.

 I giorni trascorrevano, le vicende e i nostri vissuti ci univano sempre di più fino al momento in cui abbiamo riconsiderato tutte le nostre priorità rendendoci conto di quanto fossimo stati ciechi avendo sempre messo in secondo piano i desideri di rendere indissolubile la nostra unione e creare una nostra famiglia nonostante tutte le nostre azioni fossero guidate da questo primum movens.

Era divenuta ormai ‘un’esigenza’ il sentirsi uniti da questo Sacramento, avendo preso coscienza che non era solo un sentimento che lega profondamente ed indissolubilmente due anime, ma che attraverso questo sentimento, siamo il riflesso dell’amore che Dio ha per noi ed insieme manifestiamo il nostro amore per Lui, nostro Creatore. Questa ‘esigenza’ è stata un dono dal quale noi ci siamo fatti guidare. Volevamo che fosse un giorno spoglio di ogni orpello perché ‘non è una cerimonia con abito e fiori che dà inizio ad una nuova comunità familiare’, ma solo l’Essenziale. Anche per questo abbiamo deciso di non celebrare il rito civile in quanto la nostra aspirazione era ‘porre il sigillo sul nostro cuore’ ed essere famiglia d’innanzi a Dio dove l’unità in una sola carne non è due ma tre.

Il 31 Dicembre 2020, giorno del nostro “Si” davanti a Dio, è stato un giorno pieno di Luce: la nostra comunità parrocchiale, in tripudio, da quel giorno si è stretta intorno a noi, sentendosi con noi responsabile del nostro Matrimonio. Abbiamo scelto il 31 Dicembre di questo infausto anno perché non volevamo ricordarlo come l’anno della pandemia ma sugellarlo con il ricordo di questo Sacramento che parafrasando le parole del nostro parroco Don Beniamino Di Renzo è stato ‘segno di speranza e di vita’.  Pensiamo che non ci siano parole per descrivere la gioia negli animi e negli occhi del giorno in cui abbiamo promesso di amarci con amore totale unico e fedele.

Pochi mesi dopo Dio ha Benedetto il nostro Amore rendendoci custodi della Creazione, Dono che coltiviamo con la forza e l’emozione di due anime che si sono unite in una.

Siamo consapevoli che la fede non ci toglierà dalla realtà ma ci inserirà in essa con maggiore partecipazione, ci impegneremo perché la nostra fede nutra il nostro amore e il nostro amore sia nutrito dalla nostra fede.

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