Francesco al Rinnovamento: l’evangelizzazione rientra nel DNA del movimento

Spesso il Rinnovamento viene additato come “semplice popolo della lode che non compie gesti concreti di carità”. Ma cosa caratterizza la carità secondo gli insegnamenti di San Paolo?

Un fedele che grazie a un annuncio di un gruppo di Rinnovamento passa dalla religiosità a una fede che gli trasforma la vita e comincia a vivere cercando di mettersi in ascolto di Dio in tutto ciò che fa, non è forse anche quello un gesto di carità?

Se un medico, un insegnante, un imprenditore, un politico, un commercialista, giornalista, …..anziano, giovane… e ogni uomo e donna si convertono grazie a un annuncio RnS, quanti frutti producono nell’ incontrare Dio o a vivere la fede non solo in chiesa ma anche a 360° in ogni ambito della propria vita? E la stessa cosa ogni mamma, papà che cominciano a vivere la loro genitorialità in una dimensione nuova? Un annuncio che riesce a convertire un carcerato e lo porta a pentirsi dell’errore che lo ha portato in carcere non è anche questo forse un gesto di carità? Un annuncio che riesce a portare delle persone a perdonare ciò che è umanamente imperdonabile non è anche questa carità?

Forse il Rinnovamento non è agganciata, come altri movimenti ecclesiali a istituzioni più conosciute che compiono gesti di carità così come lo intende il mondo, a “parte” il progetto Sicomoro per l’evangelizzazione nelle carceri e il progetto Moldavia,

Solo il Signore sa quante conversioni, quante meraviglie e quanto bene c’è stato nel concreto grazie a questa “corrente di grazia” che si chiama Rinnovamento nello Spirito. Essere strumento di evangelizzazione non è forse un gesto di carità altrettanto importante di altri “gesti concreti di carità”? Noi possiamo essere responsabili della semina ma i frutti appartengono a Dio.

Papa Francesco in occasione dell’udienza ai Membri del Consiglio Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, il 20 gennaio 2024 (https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2024/01/20/0064/00129.htm) ha sottolineato “soprattutto due aspetti che sono importanti: il servizio alla preghiera, specialmente di adorazione; e il servizio all’evangelizzazione. Preghiera ed evangelizzazione.”

Chi scrive è una credente grazie al cammino nel Rinnovamento nello Spirito, dalla religiosità è passata a diventare una innamorata di Dio e di Santa Madre Chiesa. E anche il marito grazie all’annuncio di un seminario di vita nuova dall’essere ateo e a vivere la Chiesa con diffidenza è diventato un credente.

“Il movimento carismatico per sua natura dà spazio e risalto alla preghiera, in particolare alla preghiera di lode, e questo è molto importante. In un mondo dominato dalla cultura dell’avere e dell’efficienza, e anche in una Chiesa a volte troppo preoccupata dell’organizzazione – state attenti a questo! –, abbiamo tutti bisogno di dare spazio al rendimento di grazie, alla lode e allo stupore di fronte alla grazia di Dio. Vi chiedo, fratelli e sorelle, di continuare a servire la Chiesa in questo, specialmente promuovendo la preghiera di adorazione.

Il secondo è quello dell’evangelizzazione, che pure appartiene, per così dire, al DNA del movimento carismatico. Lo Spirito Santo, accolto nel cuore e nella vita, non può che aprire, muovere, far uscire; lo Spirito sempre spinge a comunicare il Vangelo, a uscire, e lo fa con la sua fantasia inesauribile. A noi spetta di essere docili e collaborare con Lui. ” – ha sottolineato papa Francesco nell’incontro del 20 gennaio.

Sempre il papa ha dato delle indicazioni di crescita a tutti coloro che camminano con il Rinnovamento: “Ma se voi siete venuti dal Papa non è solo per essere confermati in queste due strade che appartengono al vostro carisma e alla vostra storia. Il Successore di Pietro ha pure lui un carisma, che è quello della comunione, e soprattutto su questo vi può e deve confermare. Comunione anzitutto con i vostri Vescovi. Lo sapete bene, in ogni Chiesa particolare i movimenti ecclesiali devono ricercare sempre la comunione effettiva. E questo cosa vuol dire? Vuol dire che la comunità del Rinnovamento dev’essere al servizio dell’intera comunità diocesana, dell’intera comunità parrocchiale, secondo le indicazioni pastorali del Vescovo. Comunione inoltre con le altre realtà ecclesiali, associazioni, movimenti, gruppi: dare testimonianza di fraternità, di stima reciproca nella diversità, di collaborazione nell’impegno per iniziative comuni, al servizio del popolo di Dio e anche su questioni sociali in cui è in gioco la dignità delle persone.

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