“Costruite amicizie vere: è da lì che nasce la pace”
I giovani di Azione Cattolica della Parrocchia San Nicola Vescovo di San Salvo raccontano Tor Vergata
Florin 29 anni – seminarista
Partire, mettersi in gioco, vivere l’esperienza con cuore aperto: ogni volta è come tornare a Casa. Ogni volta è come tornare alla Chiesa, quella vera, viva, giovane… che parla al cuore.
Con questo desiderio profondo, mi sono unito ai ragazzi della mia parrocchia San Nicola San Salvo per vivere a Roma il Giubileo dei Giovani 2025. Lo dico con gioia: anche questa volta ho sentito nel cuore il bisogno di riscoprirmi figlio. Figlio di Dio, ma anche figlio di questa Chiesa che non smette mai di chiamarmi e abbracciarmi. È stato un pellegrinaggio autentico. Dalla notte, davanti alla pensilina di Padre Pio, con sorrisi e attese, fino all’arrivo a Roma e al cammino – fisico e spirituale – da Anagni a Tor Vergata. Un cammino faticoso, sì, ma pieno di canto, di ricordi, di volti amici e della consapevolezza che “la gioia del Vangelo si costruisce insieme”.
Appena arrivati a Tor Vergata, abbiamo trovato posto nel settore 1.
Intorno a noi, una distesa di giovani come noi: pieni di vita, di domande, di speranze.
“I giovani non sono un problema, ma una risorsa”, diceva Don Bosco, e lì, in mezzo a migliaia di ragazzi, ho capito quanto fosse vero.
La sera, la piazza è diventata santuario. Alle 19:30, con una gioia incontenibile, abbiamo accolto Papa Leone XIV, che ha raggiunto i suoi giovani con un sorriso limpido e uno sguardo paterno. Ci ha parlato con parole che ancora risuonano dentro di me: “Giovani, cercate con passione la verità. Non accontentatevi di apparenze comode, ma desiderate ciò che è profondo, ciò che è autentico. La verità ha il volto di Cristo.”
Poi, durante la veglia di adorazione, tutto si è fatto silenzio. In ginocchio davanti al Santissimo, ho sentito fortemente nel cuore il desiderio di affidare al Signore il cammino di ciascun giovane. Ho chiesto che ci donasse occhi limpidi, cuori ardenti, passi decisi. Che ci aiutasse a essere testimoni credibili del Risorto, come ci ha chiesto il Papa.
“Costruite amicizie vere: è da lì che nasce la pace. È da lì che nasce un mondo nuovo. L’amicizia è la via più concreta per costruire la civiltà dell’amore.”
All’alba, il Santo Padre è tornato tra noi. Alle 7:30 girava tra i settori, benedicendo i suoi giovani. E ancora una volta ci ha rivolto un messaggio forte e tenero, come solo un padre sa fare:
“Non siete il futuro: siete il presente. Non aspettate a vivere il Vangelo. Vivetelo oggi, dove siete, con chi siete. Nella scuola, nella famiglia, nel lavoro, nello sport.
Non aspettate di essere ‘pronti’: Dio vi chiama ora.”
Durante la Santa Messa, nell’omelia, Papa Leone ci ha ricordato: “Non c’è pienezza di vita nel possesso, ma nella condivisione. Non c’è santità nella solitudine, ma nella comunione. Non abbiate paura della fragilità: è parte della meraviglia che siete.”
Parole semplici, ma che scavano e consolano. Sento che hanno tracciato una direzione chiara per il mio cammino di seminarista e per quello di ciascun giovane lì presente.
Don Bosco diceva: “La santità consiste nello stare molto allegri”. Ed è proprio così: la santità è possibile. È cammino quotidiano, tra sorrisi e passi, tra fatica e abbracci, tra l’Adorazione e la strada.
Porterò con me il profumo di quella notte, la forza di quelle parole, e lo slancio di chi ha scelto di mettersi in gioco. Se Dio vorrà… ci ritroveremo a Seul nel 2027, con il cuore ancora più aperto e le scarpe ancora più consumate, per annunciare al mondo che Cristo è vivo… e cammina con i giovani.
