A Bovino per i trent’anni di scoutismo sansalvese: tempo che forma
Dal 2 al 10 agosto, il borgo di Bovino, incastonato tra i monti della provincia di Foggia, sta accogliendo gruppo AGESCI San Salvo 1. Un campo speciale, che sta coinvolgendo tutti gli scout sansalvesi dai Lupetti, ragazzi e educatori, per celebrare trent’anni di scoutismo che hanno lasciato un segno profondo nella vita di tanti con il motto “farò del mio meglio per lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato”.
A portare il cammino scout a San Salvo il parroco don Raimondo Artese che aveva conosciuto questa realtà a Chieti e che aveva visto in questo mondo una buona occasione di crescita anche umana per le nuove generazioni.
Trent’anni: tempo che forma

Il tempo è il tema centrale di questa esperienza: tempo che educa, che cambia, che avvicina. Trent’anni di scoutismo sono storie cucite insieme, fili che legano i Lupetti, gli esploratori, i rover, i capi e le famiglie in un’unica trama. Ed è proprio il “tempo” il motore che ha animato le realtà scout a ogni livello, dai più piccoli ai più grandi nella preparazione di questo campo scout 2025.
Come ha raccontato Lilly nel giorno della partenza in piazza Aldo Moro il 3 agosto 2025, “Io ero una di quelle bambine della prima ora. Oggi ho quasi 37 anni e non ho mai lasciato lo scoutismo. Lo scoutismo ha segnato profondamente la mia vita, uno stile, una bussola che ha orientato le mie scelte e le mie relazioni. Un patrimonio che continua a generare bene. Ecco perché oggi sono ancora qui come capo scout”.

Generazioni che si ritrovano
Il campo di Bovino rappresenta anche un momento di riconoscimento collettivo: come ha sottolineato nel giorno della partenza Graziano Ialacci tanti capi scout di ieri oggi sono genitori, e accompagnano i propri figli nel percorso educativo. Altri, invece, sono diventati nuovamente capi, portando avanti uno stile di vita basato su servizio, attenzione e impegno. E anche i bambini scout di un tempo e che hanno concluso il percorso oggi sono diventati genitori che continuano a vedere nello scoutismo un punto di forza per i loro figli. Scoutismo che si trasmette per testimonianza, che forma il carattere e incide nel sociale, nel lavoro e nella famiglia.
Educatori e capi: tessitori di futuro
Questi 30 anni sono il riconoscimento del lavoro instancabile di educatori e capi scout, a partire dalla loro guida spirituale, don Raimondo Artese, presente anche lui a Bovino, che seminano valori, costruiscono relazioni e accendono sogni, creando un circolo virtuoso di educazione e testimonianza.
I volti della memoria: il ricordo che resta
Questa celebrazione è anche un tempo per fermarsi a ricordare chi ha segnato la storia del gruppo e oggi cammina “dall’altra parte” e tra questi:
- Eugenio Di Petta, fondatore e guida instancabile.
- Professor Antonio Bruno, educatore e poeta dell’anima.
- Massimo De Meo, esempio silenzioso di servizio.
- Antonello Di Rito, giovane scout che ha acceso luce in ogni incontro.
Le loro vite sono diventate testi viventi, che il gruppo continua a leggere con commozione e riconoscenza.
