La mia strana visione di “Chiesa” in uscita

Otto marzo 2020 arriva il decreto con cui sono state impedite le celebrazioni eucaristiche con la partecipazione del popolo. I sacerdoti potevano celebrare solo a porte chiuse. Tutte le attività delle parrocchie e dei movimenti ecclesiali sono state sospese. Il non poter uscire per nutrirsi del corpo di Cristo e il non poter incontrare i fratelli con cui si condivideva un cammino rappresentava una sofferenza immane: il distacco dell’amato (i fedeli) dall’amata (Santa Madre Chiesa e Gesù, Via Verità e Vita).

A lenire la ferita è arrivata la rete che è diventata uno strumento cruciale che ha fatto emergere nuovi talenti (si pensi al caso di don Alberto Ravagnani, sacerdote ventiseienne che nel desiderio di continuare a evangelizzare e a comunicare la fede ai suoi fedeli è diventato uno dei youtuber più conosciuti in assoluto nel mondo ecclesiale) e ha coinvolto anche i più reticenti del: “L’annuncio va fatto guardandosi negli occhi”.

Quasi tutte le parrocchie si sono attrezzate per trasmettere le celebrazioni eucaristiche in diretta e molti movimenti hanno trovato nuovi modi per vivere e comunicare la propria fede anche al tempo del distanziamento sociale.

Diciotto maggio 2020, il governo ha riaperto le celebrazioni con la partecipazione del popolo. Per un periodo limitato i sacerdoti hanno continuato a trasmettere in diretta ma dopo aver constatato che molti fedeli non tornavano a messa hanno interrotto. Molti dicono: “Un discorso è osservare a distanza un piatto di pasta fumante e tutt’altra cosa è gustarla”. E di sicuro questa affermazione è una cosa certa! Ma c’è anche una fetta di popolo che quel piatto di pasta non lo può gustare perché impossibilitato dall’età, da condizioni fisiche, umane, spirituali o altre situazioni. Senza contare la fetta ancora più grande che ignora l’esistenza di questo gustoso piatto. E se ci sono delle persone che anche se possono non sentono la necessità di gustare quel piatto nonostante ne hanno sperimentato la bontà viene da chiedersi: “Perché non tornano? Quando venivano a cibarsi di quel cibo avevano piena coscienza del sacrificio e della bontà di quel piatto?”. E forse forse occorre anche per loro intraprendere una nuova strada che riparte da zero per far scorgere quanto è gustoso e quanta meraviglia e profumo di novità c’è in quel piatto. E di sicuro non sarà una semplice diretta che gli impedirà di comprendere quant’è buono quel piatto.

Fermo restando che la dimensione dell’incontro vis-à-vis è l’optimum e resta l’eccellenza cui tendere, in questo periodo di lockdown il digitale ha dimostrato di avere delle potenzialità di evangelizzazione e di comunione anche con chi si trova a migliaia di chilometri di distanza, davvero incredibile.

Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, in più occasioni ha evidenziato la tendenza di moltissimi fedeli di essere fermi al catechismo della prima comunione e/o della cresima, o in ogni caso per situazioni circoscritte. Eppure la fede è una grazia che va alimentata continuamente con una familiarità con la Parola viva di Dio, l’annuncio kerigmatico. Più si conosce Dio e più si ha voglia di sapere di Lui per entrare in intimità ancora più stretta: questo è in estrema sintesi l’orientamento del “Nuovo direttorio della catechesi”.

Nel desiderio di raccontarne la bellezza, ho avuto la grazia di conoscere da vicino tre grandi realtà ecclesiali che mi hanno mostrato come questa dimensione della “catechesi permanente” va ad alimentare la sete di Dio: Rinnovamento Nello Spirito, Azione Cattolica e Movimento dei Focolarini.  La spiritualità del Rinnovamento aiuta ad entrare in quella intimità profonda con Dio che ti fa invocare la presenza dello Spirito Santo e a vivere una vita da “salvati”. L’Azione Cattolica interpella fortemente l’intelletto per meglio comprendere le logiche di Dio. Chiara Lubich ebbe tra le tante intuizioni quella di proporre una economia a misura d’uomo che rispecchia l’annuncio del Vangelo. E così di sicuro ogni altra realtà ecclesiale suscitata dallo Spirito Santo che si caratterizza per una peculiarità che compone l’altra faccia di una stessa medaglia, Santa Madre Chiesa, sposa di Cristo.

In principio tutti i movimenti ecclesiali avevano la necessità di pensare a se stessi perché era giusto costruire una propria identità oggi invece è il momento di unire le forze per un annuncio kerigmatico comune e divenire un’unica voce di chiesa in uscita.

Non una chiesa fatta per i soliti e pochi intimi ma una chiesa viva e in movimento che sa accogliere e coinvolgere in maniera kerigmatica e che scenda letteralmente in piazza, all’aperto, nel centro della città, nelle spiagge, nelle carceri e in ogni altro luogo in modo che quell’annuncio abbia il sapore e il profumo di quella luce messa in alto e che faccia luce a tutti.

Scendiamo in piazza, sulla spiaggia, in carcere, in ospedale, nelle case di riposo e annunciamo:

Uomo, donna, bambino, giovane, anziano, sai che c’è una grandissima novità?

C’è un Dio che ti ama profondamente ed in maniera incredibile!

Ama i tuoi occhi, la tua bocca e tutto il tuo essere, dalla cima dei capelli fino all’unghia dei tuoi piedi

Ti ama così come sei semplicemente perché sei suo figlio

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