“Gesù sta con noi anche nel deserto”

(Commento al Vangelo di don Simone Calabria)

La celebrazione delle ceneri ha aperto la quaresima, un tempo di quaranta giorni che prepara la Pasqua. L’abbiamo iniziata il “mercoledì delle ceneri”, ossia a partire dalla nostra debolezza. La vita di ognuno di noi è davvero come polvere. È polvere il nostro orgoglio, è polvere il nostro desiderio di prevalere, è polvere il nostro sentirci tranquilli, è polvere la nostra sicurezza, è polvere il nostro protagonismo, è polvere il nostro affannarci. Tuttavia questa polvere è stata scelta da Dio e da lui amata, sino a darle la vita. E il Signore porta l’uomo nel giardino che aveva piantato. Questa era la volontà del Signore: che tutti abitassero in un giardino fiorito. Ma l’uomo non ascoltò la Parola di Dio, preferendo quella allettante del serpente. Perse così quel giardino e abitò in un deserto.

Il giardino della vita si trasforma in deserto quando l’uomo preferisce ascoltare altre voci rispetto a quella di Dio. Il mondo, le nostre città, i nostri cuori, sono spesso simili a un deserto perché preferiamo le suggestioni del serpente alla Parola di Dio. Così ci troviamo nudi di affetto, nudi di amicizia, nudi di dignità. E come fecero Eva e Adamo ognuno accusa l’altro per salvare se stesso. Quando non si ascolta il Signore, la sua Parola, anche i più intimi diventano nemici tra loro. E la vita diventa un deserto dominato dall’antico tentatore. Egli continua a spingere gli uomini ad ascoltare se stessi più che il Signore, ad accusarsi a vicenda piuttosto che a volersi bene. 

Ma in questo deserto è venuto Gesù. Vi è entrato per mostrarci fin dove arriva il suo amore. Qui egli, come noi, si sottomette alle tentazioni.

Se Gesù avesse risposto in un altro modo alle tre tentazioni del diavolo, non avremmo avuto né la croce né il cristianesimo. Ma che cosa proponeva il diavolo di così decisivo? Non le tentazioni che ci saremmo aspettati, per esempio l’osservanza delle leggi. Si tratta invece di scegliere che tipo di Messia diventare, che tipo di uomo diventare.

Le tre tentazioni ci fanno rivedere il mondo delle relazioni: il rapporto con me stesso e con le cose (pietre o pane?); con Dio, attraverso una sfida aperta alla fede (cercare un Dio magico a nostro servizio); con gli altri (il potere e il dominio).

La prima tentazione: “Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane! Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

“Vivere di solo pane”, ridurre cioè le nostre aspirazioni all’ambito materiale. È la scorciatoia delle cose e delle ricchezze, capaci di aprire tutte le strade! Con i soldi si ottiene tutto; se prospettiamo una vita facile agli altri, ci seguono! Se cambiamo le pietre in pane, tutti ci verranno dietro!

La Seconda tentazione: “Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». “Buttati giù, così potremo vedere gli angeli scendere per salvarci”.

Un bel miracolo…la gente, noi, amiamo i miracoli, e subito li seguiamo. «Metti alla prova Dio, per vedere se ti ama davvero».

Forse è la tentazione più sottile: ridurre Dio ai propri schemi; sottomettersi a sé, pensando addirittura di determinare o condizionarne gli interventi. Sono queste le “scorciatoie” che ci vengono messe dinanzi continuamente, con l’illusione di poter così ottenere la piena felicità.

Nella terza tentazione: “Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Il diavolo alza ancora la posta in gioco: adorami e ti darò tutto il potere del mondo. “Adorami”, cioè segui la mia politica, la mia mentalità. Prendi il potere, occupa i posti più importanti, cambia le leggi. Così risolverai i problemi, e non con la croce; non con rapporti di forza e d’inganno, non con l’amore. Vuoi avere gli uomini dalla tua parte? Assicuragli pane, miracoli e un “leader”, un capo, e li avrai in mano. Ma Gesù non cerca uomini da dominare, vuole solo figli liberi e amati, a servizio di tutti e senza nessun padrone. Per Gesù ogni potere è idolatria, disprezzo, odio. «Ed ecco angeli si avvicinarono e lo servivano». Avvicinarsi e servire.

Il tempo della Quaresima è occasione propizia per tutti noi per compiere un cammino vero di conversione. Rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo: rinunciamo a Satana e a tutte le sue opere e seduzioni, per camminare sui sentieri di Dio e «giungere alla Pasqua nella gioia dello Spirito». Amen.

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