Vasto, la Veglia a Maria Santissima tra commozione e la scossa di Don Luca: «Basta ritualismi, osiamo portare il Vangelo in strada
L’amore per Maria Santissima riempie la chiesa, Don Luca scuote i fedeli: «Basta abitudini, portiamo il Vangelo a chi non lo conosce»
Una serata intensa tra il suggestivo saluto dei fazzoletti bianchi e l’appello a trasformare la fede in una missione viva e coraggiosa.
VASTO – Tanti i fedeli di Vasto e del circondario che si sono riuniti la sera del 13 agosto 2026 nella Chiesa di Sant’Antonio per una partecipata Veglia Mariana presieduta da don Luca Corazzari e animato con dolcezza e maestria dalle voci e dalle note del “Piccolo Coro di Don Stellerino”. Tra i fedeli presenti diverse coppie, persone che hanno sperimentato sulla propria pelle il mistero della malattia e della guarigione: la storia di un male incurabile scoperto quasi per caso — che ha consentito ai medici di intervenire tempestivamente — è risuonata in chi li ha ascoltati come un vero e proprio segno di speranza e un miracolo attribuito all’intercessione della Madonna.
La serata si è snodata attraverso un percorso di profondo raccoglimento, aperto dall’introduzione di Don Luca Corazzari e proseguito con l’Adorazione Eucaristica scandita dalla recita di un Santo Rosario ideato appositamente per l’occasione — incentrato sulla meditazione dei cinque doni del Cuore di Maria: la Voce, le Mani, il Sorriso, lo Sguardo e l’Amore —, durante il quale a ogni mistero è stata deposta un’immagine simbolica ai piedi e a fianco della statua della Vergine, per poi culminare nella solenne celebrazione della Santa Messa.
Al centro della celebrazione, l‘omelia di Don Luca Corazzari ha offerto una scossa salutare e profonda ai cuori dei presenti, trasformando un richiamo forte e appassionato in un vibrante messaggio di speranza, coraggio e corresponsabilità.
Partendo dall’attualità permanente del messaggio di Fatima, Don Luca ha invitato la comunità a non restare ancorata a ritualismi sterili o all’abitudine comoda del “si è sempre fatto così”. Rinchiudersi nelle proprie rassicuranti certezze o accontentarsi di sentirsi passivamente un piccolo “resto” equivale a vanificare la forza viva del messaggio mariano. Al contrario, il parroco ha spronato tutti ad avere il coraggio di osare vie nuove, mettendo letteralmente “il Vangelo in strada“.
Abbiamo infatti una precisa responsabilità davanti a Dio: non possiamo trattenerlo solo per noi stessi o perderci in sterili divisioni, ma siamo chiamati ad annunciare la gioia del Vangelo con audacia anche e soprattutto a chi è lontano e non lo conosce, vincendo la paura del rifiuto o del giudizio.
La forte provocazione di Don Luca si è rivelata così un autentico risveglio spirituale e missionario: un invito a iniziare ogni giornata chiedendosi con slancio “Signore, cosa vuoi che io faccia oggi per Te?“, certi che la promessa di Fatima — “Il mio Cuore Immacolato trionferà” — non è fatalismo, ma la vittoria dell’Amore di Dio che passa anche attraverso il nostro “sì” operoso e generoso.
A chiudere la veglia, tra canti e violino, è stato il corale saluto a Maria con i fazzoletti bianchi sventolati dai fedeli: un intenso segno di affidamento e condivisione.
In fondo alla chiesa si scorgevano anche diversi passanti, entrati quasi per caso e richiamati dalla bellezza dei canti e dalle note del violino.






