“Testimoni di Speranza”: voci dal mondo per una chiesa che accoglie

Un grazie particolare per le foto ad Antonino Vicoli, un vero “FOTO AMATORE” esclusivamente per passione

San Salvo, Piazza San Nicola – Venerdì di giugno 2025. Una serata di testimonianza ha animato il cuore della città, grazie all’evento Testimoni di Speranza, promosso dal padrone di casa della Parrocchia San Nicola Vescovo don Antonio Totaro, dalla Caritas e dall’Azione Cattolica parrocchiale. Un incontro che ha saputo intrecciare storie, visioni e sogni, offrendo ai presenti uno sguardo nuovo sul mondo e sulla missione della Chiesa.

A dare il via all’incontro, le parole del diacono Antonio De Luca, seguite dal saluto della presidente parrocchiale di Azione Cattolica, Stefania Ciocca che ha voluto ricordare Giulia Moretta, figura cara alla comunità, il cui spirito di servizio e amore continua a ispirare.. A moderare l’evento con sensibilità e profondità, Angela Strippoli.

Protagonisti della serata sono stati Khadi Sene, direttrice della Caritas di Foggia-Bovino, e Gianluca De Leonardis, referente per l’Abruzzo del progetto I Rise di Nicolò Govoni. Due voci, due mondi, due percorsi diversi ma uniti da un messaggio comune: la speranza è un seme che germoglia solo se condiviso.

Khadi Sene, senegalese, è la prima donna migrante a dirigere una Caritas diocesana in Italia43dcd9a7-70db-4a1f-b0ae-981daa162054. Con la sua storia di impegno e riscatto, ha raccontato cosa significa costruire ponti tra culture, portando la voce degli ultimi al centro della comunità. La sua esperienza ha mostrato come l’accoglienza non sia solo un gesto, ma una scelta di vita.

Gianluca De Leonardis, consigliere provinciale e attivista, ha invece portato i presenti nelle baraccopoli del mondo, dove l’educazione è un privilegio e non un diritto. Attraverso il progetto I Rise, ha raccontato l’importanza di una scuola che non sia solo trasmissione di nozioni, ma strumento di liberazione e dignità.

Entrambi hanno lanciato un appello forte: una Chiesa che vuole essere davvero “casa per tutti” deve saper ascoltare, coinvolgere, includere e formare. E una scuola che voglia cambiare il mondo deve partire dai margini, dove il sorriso dei bambini è spesso l’unico lusso concesso.

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