Sulle orme di San Vitale: la forza della famiglia custodita nelle mani di Dio
Commento al Vangelo di don Raimondo Artese
La Parola di oggi vuole insegnarci che il migliore per dire “ti amo” non bisogna dire tante parole o inviare messaggi ma testimoniare, come ha fatto San Vitale.
Gesù, rispondendo ai Giudei che gli domandavano: «Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù risponde: «… le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza …» Come è possibile che, dopo aver visto tanti segni che Lui ha compiuto, non riescono ancora a credere e vedere in Lui il Messia, da loro tanto atteso.
Vuole insegnare anche a noi che la grazia, che viene dalle sue opere, può venire rifiutata, come da quei giudei che continuano a porgli le domande perché non riconoscono la grazia delle sue azioni. Invece hanno la possibilità di accoglierlo, coloro che accolgono lo Spirito ricevuto in dono, e così possono vivere, pieni di fiducia, perché Dio sarà sempre con loro e non consentirà che alcuno possa strapparli dalla sua mano.
Questo può essere, per me e te, motivo di conforto sapere che nei momenti difficili, come lo è stato per Vitale e la sua famiglia, Gesù ci dona forza con la certezza che «Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.»
Ed io come vivo questa certezza? Riesco a confidare ed affidarmi sempre a Lui?
Signore, Tu mi hai amato e ogni giorno mi rinnovi con la Tua presenza fa che nessuno e niente possa convincermi a non confidare più in te e abbandonarti. Amen
Martedì 28 aprile – La Parola del Signore
Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno. Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola». (Gv 10,22-30)
