Sostare sulla soglia: il mio grazie al Signore per il 2025
Mentre il calendario consuma i suoi ultimi giorni del 2025, sentiamo spesso l’impulso di correre verso il futuro, verso i propositi del nuovo anno. Eppure, questo è il tempo sacro della sosta. È il momento di volgere lo sguardo indietro e, con umiltà, ringraziare Dio per tutto ciò che ha intessuto nella trama della nostra vita.
Il bicchiere mezzo pieno: imparare continuamente ad amare ciò che abbiamo
La vera pace nasce quando smettiamo di inseguire ciò che immaginiamo ci manchi e iniziamo a celebrare ciò che abbiamo. Guardare il “bicchiere mezzo pieno” non è un ingenuo ottimismo, ma una scelta di vita. Significa riconoscere che, nonostante le prove, la grazia di Dio ha sovrabbondato.
Non cerchiamo la felicità nelle proiezioni ideali del futuro, ma nei frammenti di bene che il 2025 ci ha consegnato.
“Signore, grazie per la vita, per la forza di camminare e per il coraggio di amare. Insegnaci a non dare nulla per scontato e a custodire nel cuore ogni dono che la Tua mano ci ha porto in quest’anno.”
Guardarsi con occhi nuovi: nulla è scontato
Spesso viviamo col pilota automatico. Proviamo, per un istante, a osservare la nostra esistenza come farebbe un estraneo. Spesso diamo tutto per scontato, prigionieri di una routine che ci rende ciechi ai miracoli quotidiani. Ma se ci fermiamo, riscopriamo lo stupore:
- Il dono della vita: “Esserci” non è un atto dovuto, ma un miracolo che si rinnova ogni mattina.
- La ricchezza dei sensi: ringraziamo per la vista che ci permette di ammirare i colori di un quotidiano in cui siamo immersi, per le gambe che ci permettono di camminare incontro agli altri, …
- La salute dell’anima: anche nei momenti di stanchezza, le delusioni, il fatto stesso di respirare e sentire è un segno della presenza di Dio in noi.
Il conforto nel ricordo
Non è stato un anno solo di sorrisi. Alcuni di noi hanno dovuto salutare persone care che ci hanno lasciato. Il dolore non va nascosto, va portato davanti a Dio. Chiediamo al Signore il conforto, non come una medicina che anestetizza, ma come una carezza che ci assicura che chi amiamo non è sparito nel nulla, ma vive nel Suo abbraccio. La loro eredità è la forza con cui oggi noi continuiamo a camminare.
La bellezza degli incontri
Accanto a chi è partito, il Signore ha posto sul nostro cammino nuovi volti e nuove mani. Ringraziamo per chi è arrivato quest’anno: un nuovo amico, un nipotino, un collega che è diventato un sostegno. Ringraziamo per le persone che ci amano così come siamo, ricordandoci che l’amore umano è il riflesso più vicino che abbiamo dell’amore divino.
Smettere di immaginare, iniziare a vivere
Passiamo troppo tempo a immaginare una vita diversa, un corpo diverso, una fortuna diversa. La sfida che il Signore ci lancia per la fine di questo 2025 è amare ciò che abbiamo. Non è rassegnazione, è gratitudine. Il bicchiere è mezzo pieno perché Dio lo sta riempiendo ogni giorno, anche quando non ce ne accorgiamo.
Guardate la vostra realtà, non quella filtrata dai social. Trovate la bellezza nel quotidiano, nel respiro, nel poter dire “ti voglio bene”. Questo è il tempo di dire grazie per quello che siamo, per la strada fatta e per quella che ancora ci aspetta.
Preghiera per noi: Signore, donaci uno sguardo nuovo. Aiutaci a non sprecare il dono della vita rincorrendo ciò che non abbiamo. Insegnaci a onorare chi non c’è più vivendo con intensità, e a custodire con cura chi oggi cammina al nostro fianco. Amen.
