“Solo chi si è nutrito della Parola potrà poi servire senza perdersi”

Commento al Vangelo di don Erminio Di Paolo

Nel Vangelo di oggi incontriamo due sorelle: Marta, affaccendata nei servizi, e Maria, seduta ai piedi di Gesù ad ascoltarlo. Marta si agita, si preoccupa, è presa da mille cose. Maria invece sembra “ferma”, ma in realtà è immersa in un ascolto profondo, trasformante.

Gesù non rimprovera Marta per il servizio in sé, ma per l’ansia che la agita e la distrae dal cuore dell’incontro: la relazione viva con Lui. È una parola che ci tocca da vicino, in un tempo in cui siamo sempre più Marta, mai fermi, mai silenziosi, incapaci di stare, semplicemente, alla presenza.

Don Tonino Bello, in Cirenei della gioia, ci offre una chiave preziosa: siamo chiamati a essere “contempl-attivi”, con due “t”, cioè capaci di unire contemplazione e azione. “Dobbiamo partire dalla contemplazione”, dice, “e poi lasciare che da lì sgorghi il nostro impegno, il nostro dinamismo”. In altre parole: non basta fare, bisogna prima essere con.

Solo chi si è nutrito della Parola potrà poi servire senza perdersi.

Perfino una canzone come Abissale di Alberto Cotta Ramusino, in arte Tananai, ci svela qualcosa di questo Vangelo. Quando canta “dimmi, non vedevi che la differenza tra noi è una differenza abissale”, ci ricorda come, a volte, la distanza tra chi vive solo nel fare e chi sceglie di fermarsi per ascoltare diventa abissale. Ma non per giudicare: Gesù non condanna Marta. Le indica invece una strada migliore. Una strada che ricorderemo, perché, come canta ancora Tananai: “Ricorderai, ricorderai, che eravamo proprio belli insieme”. Sì, siamo belli quando siamo insieme a Lui, seduti come Maria, in silenzio, con fiducia.

Ripartiamo dunque da qui: dal bisogno essenziale di coltivare l’amicizia con Gesù. Solo così anche il nostro servizio, come quello di Marta, diventerà leggero, luminoso, abitato da Lui.

Similar Posts