San Vitale 2025, una festa di fede, popolo e tradizione viva: ogni anno uguale, ogni anno diversa proprio come la vita
Il 28 aprile 2025 si è celebrata, come ogni anno, la solennità di San Vitale, patrono della città di San Salvo. Una festa che conserva un’anima immutabile, ma che ogni anno si arricchisce di volti nuovi, incontri inattesi e gesti che diventano memoria collettiva.
Quest’anno la festa ha visto la partecipazione straordinaria di sette sacerdoti che si sono alternati nelle celebrazioni religiose. Oltre a don Ambrose Petrone, don Antonio Totaro, don Vincenzo Giorgio e don Raimondo Attese, erano presenti anche tre nuovi sacerdoti: don Cerosine, Katthar, compagno di seminario di don Raimondo, la cui presenza ha avuto un forte significato personale e spirituale.
Don Cerosine in un’intervista rilasciata dopo al celebrazione eucaristica pomeridiana ha richiamato alla memoria il giorno dell’ingresso di don Raimondo a San Salvo in piazza San Vitale, facendo le funzioni del diacono. Un segno di continuità e di legame profondo con la comunità e il cammino vocazionale.
Un programma ricco e vissuto con devozione
La giornata è iniziata alle 8 del mattino con gli spari che hanno dato ufficialmente il via alla festa e alle 8:30 la Messa mattutina, . A seguire, per le vie del paese si è svolta la suggestiva rievocazione delle reliquie, condotta da don Antonio con la partecipazione dei trattori addobbati, elemento folkloristico ma profondamente radicato nella cultura del luogo.
Alle 10, la Messa solenne ha raccolto fedeli da tutto il circondario, con la presenza anche di padre Vallerico Leone e don Simone Calabria. Alle 18:00 culmine con la processione delle 18, guidata da don Raimondo Attese, che ha percorso le strade del paese accompagnato da canti, preghiere e una forte partecipazione popolare.

Un evento che unisce il sacro e il quotidiano
La festa di San Vitale è anche momento di comunità: presenti il sindaco avv. Emanuela De Nicolis e vari rappresentanti dell’amministrazione comunale, a confermare l’importanza dell’evento anche a livello istituzionale.
Al termine dei festeggiamenti, come da tradizione, i volontari della parrocchia, i membri del comitato feste San Vitale, giovani delle parrocchia San Giuseppe e San Nicola si sono rimboccati le maniche per rimettere ogni cosa al suo posto. Sedie, panche: tutto è stato sistemato con cura grazie all’impegno silenzioso di tanti “volontari invisibili” che ogni anno si prodigano per restituire ordine e bellezza al paese.
San Vitale non è solo una festa: è un’identità. Un rito collettivo che unisce la fede, la memoria, la tradizione e la speranza.
Ogni anno uguale, ogni anno diversa. Proprio come la vita.
Il canto che ha introdotta la processione “TI SEGUIRO’, TI SEGUIRO’ O SIGNORE E NELLA TUA STRADA CAMMINERO’ racchiude il verso senso della festa di San Vitale.

