San Salvo: la notte in cui il fuoco alimenta la tradizione

SAN SALVO – Quando l’ultima brace si spegne, resta il calore nel cuore di una comunità. Il 20 dicembre 2025 non è stata solo una data sul calendario, ma il compimento di un rito che ha visto Piazza San Vitale, cuore pulsante della fiducia in Dio e nel suo santo protettore.

Il successo di ogni edizione parte dalle prime ore del giorno precedente. Vedere operai e volontari lavorare fianco a fianco, tra il profumo del legno fresco e il rumore degli attrezzi, ci ricorda che tutto ha un’anima diversa quando si lavora per un obiettivo comune. Ogni tronco intrecciato con amore e perizia è stato il preludio a una maestosa colonna di fuoco.

La meticolosità della preparazione — dalla solida base in mattoni alla balla di paglia posta nel cuore della catasta — ha permesso alla fiamma di ardere alta e fiera, simbolo di una tradizione che non teme il passare del tempo.

Il programma è iniziato con l’accensione del fuoco e la solenne benedizione di don Raimondo Artese. La piazza, gremita di cittadini e visitatori, si è poi fatta silenziosa e attenta per la solenne benedizione e la rievocazione storica dell’arrivo delle reliquie di San Vitale Martire.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, la festa ha cambiato ritmo con l’esibizione di Alberto Bertoli in concerto.

La riuscita dell’evento è il frutto di una straordinaria sinergia che trova il suo cuore pulsante e la sua ragion d’essere nella comunità ecclesiale, in particolare nella Parrocchia di San Giuseppe. Questa iniziativa, profondamente radicata nella fede delle parrocchie cittadine, ha trovato un sostegno fondamentale nell’Amministrazione Comunale e nella partecipazione corale di numerose realtà del territorio quali: la Proloco, le Protezioni Civili, l’Horse Man Team, la Croce Rossa, insieme all’Associazione Gran Sipario d’Argento, agli Amici delle Tradizioni e a moltissime altre sigle del volontariato che operano a San Salvo.

Il Fuoco di San Tommaso 2025 ci lascia un insegnamento prezioso: la fiamma continua a brillare solo perché oggi, come nel 1745, ci sono state mani capaci di collaborare e cuori pronti a custodire il passato.

Video di don Vincenzo Giorgio

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