San Salvo celebra San Pio: fede, memoria e la testimonianza di Fra Daniele
Il 23 settembre 2025 San Salvo ha vissuto una giornata intensa di spiritualità e comunità in occasione della festa di San Pio da Pietrelcina. La celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo Mauro Lalli insieme ai parroci don Antonio Totaro e don Raimondo Artese, ha radunato una folla numerosa e partecipe, segno tangibile della devozione che Padre Pio continua a suscitare nel cuore dei fedeli.
Durante l’omelia, il Vescovo Lalli ha posto al centro la figura di Fra Daniele, un fraticello povero in tutto, ma ricchissimo di fede. Figlio spirituale di Padre Pio, Fra Daniele lo incontrò per la prima volta all’età di quattordici anni. Fu un incontro che cambiò la sua vita: da quel momento nacque in lui il desiderio ardente di non separarsi mai da quel volto che sapeva di Dio. Entrò in convento, seguendo le orme del santo di Pietrelcina, e visse una vita di umiltà, preghiera e servizio, sempre alla luce dell’insegnamento paterno di Padre Pio.
Fra Daniele non è stato solo un discepolo, ma un testimone vivente della spiritualità francescana e dell’amore radicale per Cristo. La sua storia, raccontata con dal Vescovo, ha toccato profondamente i presenti, offrendo un esempio concreto di come la santità possa generare altra santità.

Dopo la Messa, la processione ha attraversato le vie del paese, portando l’immagine di Padre Pio tra le case e le persone. È stata una manifestazione di fede incarnata, una preghiera che cammina, che si fa presenza. Tra i momenti più suggestivi, alcuni bambini di colore affacciati a una finestra, intenti a filmare la processione con i loro telefonini: uno sguardo nuovo, curioso, che si apre alla bellezza del sacro.
Ad accompagnare il corteo, la Banda Città di San Salvo. Davanti a loro, tre piccoli bambini con trombette che anticipavano il ritmo, giocando e sorridendo, come se la gioia della fede fosse già scritta nei loro gesti.
La serata si è conclusa con uno spettacolo di fuochi d’artificio, che hanno illuminato il cielo. I fuochi, con il loro fragore e la loro luce, dovrebbero in qualche modo rappresentare la fede: qualcosa che esplode dentro, che fa rumore, che colpisce e contagia. Così dovrebbe essere la fede nel cuore dell’uomo: viva, ardente, capace di accendere anche gli altri.
