San Salvo celebra San Francesco di Sales: tra la “Vanità” del Qohelet e le sfide del giornalismo digitale
SAN SALVO – Un ponte ideale tra l’antica sapienza biblica e le frontiere della digitalizzazione. È questo il filo conduttore che ha caratterizzato la celebrazione del Patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, svoltasi nella suggestiva cornice della sala “Porta della Terra”. L’evento, promosso dall’Associazione Vastese della Stampa (realtà storica nata nel 1957), ha segnato una tappa importante: per la prima volta in quasi settant’anni, la tradizionale ricorrenza è diventata itinerante, spostandosi da Vasto a San Salvo.

Un evento radicato nel territorio
A fare gli onori di casa la giornalista Maria Napolitano, che ha introdotto i lavori con un tocco di personale emozione: “Per me, come giornalista e credente, è un profondo onore vivere questo evento qui, nella mia città d’origine, dove si svolge la mia vita lavorativa e sociale”. L’iniziativa ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico, con la presenza di numerosi avvocati, colleghi e tanti amici giunti per testimoniare la stima verso i relatori e l’attualità dei temi trattati.
L’evento ha trovato il pieno sostegno dell’amministrazione comunale, rappresentata dal Presidente del Consiglio Comunale e dall’Assessore Regionale Tiziana Magnacca, la quale ha sottolineato l’importanza del ruolo dei giornalisti nel contrastare la disinformazione. La presenza della delegata alla cultura Maria Travaglini che ha sottolineato quanto siano importanti le parole con cui si raccontano i fatti, “le parole a volte possono anche uccidere”, e l’accoglienza di Don Raimondo Artese hanno suggellato un momento di forte coesione comunitaria.
Il “Verbo che informa”: la relazione dell’Avv. Di Marco
Primo relatore del convegno è stato l’Avv. Giampaolo Di Marco, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Forense e Direttore Generale del Dipartimento delle Libere Professioni presso la Pontificia Università Antonianum. Di Marco ha presentato le riflessioni contenute nel suo ultimo libro, “Le Professioni Intellettuali nell’era della digitalizzazione per il bene comune”, volume consegnato personalmente a Papa Leone XIV.
“Le professioni non sono mera tecnica, ma servizio alla comunità umana”, è il messaggio centrale. Partendo dal Qohelet, Di Marco ha invitato a riflettere sulla “vanità” delle strutture digitali se prive di un’etica solida e di un orientamento al bene comune.
La parola ai teologi: saggezza e gioia
Il confronto si è arricchito con le esegesi bibliche di due figure di spicco:
- Don Nicola Del Bianco, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, ha analizzato il Capitolo 8 del Qohelet, focalizzandosi sul limite umano e sulla necessità di una saggezza che sappia riconoscere l’opera di Dio nell’incertezza.
- Padre Denis Costanzo, monaco del Monastero S. Maria dei Miracoli, ha invece commentato il Capitolo 11, un vero e proprio “Invito alla gioia”, esortando a vivere il presente con gratitudine.

Infine, lo sguardo è tornato alla professione sul campo con Giuseppe Galasso, Consigliere dell’Ordine Regionale d’Abruzzo, che ha mostrato come il giornalismo possa “raccontare il mondo” anche attraverso la storia della filatelia tematica. Dopo aver raccontato uno stralcio della storia dell’associazione vastese della stampa, ha mostrato dopo una accurata ricerca, tutti i francobolli che in qualche modo parlassero di Vanità.
La celebrazione Eucaristica con il Vescovo Lalli
A coronamento della giornata, la comunità si è ritrovata presso la Chiesa di San Giuseppe per la solenne celebrazione della Santa Messa. La funzione è stata presieduta da S.E. Mons. Mauro Lalli, la cui partecipazione ha conferito ulteriore prestigio e profondità spirituale all’evento.
La celebrazione è stata concelebrata dal parroco Don Raimondo Artese. Mons. Lalli, nella sua omelia, ha ripreso i temi del convegno, ricordando come la missione del comunicatore debba sempre tendere alla ricerca della Verità con carità.
L’incontro si è concluso con un messaggio di speranza: nell’era degli algoritmi, tutto è vanità se non appartiene all’Amore di Dio.

Un ringraziamento speciale a tutti coloro che sono stati presenti, a Michele Molino, Giuseppe Di Paolo e ad Antonino Vicoli per le foto da quel sapore unico con cui ha immortalato l’evento.
















