San Nicola, il Vangelo viene dal mare

Quando si vuole raccontare un fatto, un evento o una giornata come quella vissuta nel giorno della festa,  tantissimi sono gli aspetti che possono catturare il cuore e la mente di chi li racconta. Si potrebbe ad esempio iniziare dalla fatica dei volontari e dei membri del comitato feste che hanno allestito il palco, caricato e scaricato impianti luci, audio, sedie e tutto quanto serviva per la celebrazione della sera alla 167. Alcuni di loro si erano alzati alle 4.30 del mattino per andare a  lavorare in campagna a raccogliere le pesche o in altre occupazioni. “Per san Nicola questo ed altro” erano le parole pronunciate a fine serata con un gran sorriso da Angela e forse nel cuore di tutti gli altri. 

Ci si potrebbe soffermare sulla grande disponibilità dei panettieri che nel momento della foto con l’intero staff del panificio, esprimevano la soddisfazione e la gioia del frutto delle loro mani benedetto dal Signore anche visivamente con la benedizione mattutina dei panini di San Nicola per mano del diacono Antonio o del parroco don Beniamino. 

E poi c’è una di quelle grandi meraviglie del creato che si chiama mare e che caratterizza, da circa 30 anni a questa parte, lo sbarco della statua di San Nicola Vescovo. Dopo un anno di maltempo e uno di pandemia da Covid, è stato possibile imbarcare in mare l’antica statua di carta pesta di San Nicola. Sul mare si è come una grande famiglia: tutti si conoscono e tutti sono disponibili ad aiutare tutti perché qui più che altrove è viva la consapevolezza che si è su una stessa barca in balia dell’ignoto. Don Beniamino ha impartito la solenne benedizione al mare, ai pesci e a tutti coloro che vivono grazie ad esso ed ha poi spezzettato i panini benedetti affinché divenissero cibo per gli “abitanti del mare”. Biagio Shestani ha ospitato la statua di San Nicola, il diacono Antonio e don Beniamino, Marino e Sara dell’Abruzzo Skipper di San Salvo e Nicola e Patrizia hanno ospitato la telecamera per consentire dirette e foto di quegli istanti.  Nicola e Patrizia, ministro straordinario dell’Eucarestia, innamorati del mare hanno sempre seguito con il loro gommone l’imbarco e lo sbarco di san Nicola. C’erano anni in cui c’erano anche una trentina di imbarcazioni che a largo si accostavano l’uno all’altro fino a formare un cerchio intorno alla barchetta con la statua del santo e vivevano dei bellissimi momenti di agape in cui ognuno portava qualcosa. Nel momento dello sbarco c’era il parroco di San Salvo Marina, don Mario Pagan che con addosso la stola di don Beniamino ha impartito la benedizione della statua e dei presenti e tra questi anche il sindaco con suo figlio. I volontari della Protezione Civile Valtrigno hanno fatto sì che tutto andasse al meglio.

E se tutto è iniziato con il pane benedetto tutto è finito con il pane eucaristico, cibo per la vita eterna. Don Gianfranco Travaglini, un figlio della comunità di San Nicola insieme a don Beniamino ha celebrato la santa messa serale. Emblematico per rappresentare un regno di Dio che è per tutti, compresi gli antipatici, e coloro che non frequentano è stato l’esempio riportato da don Gianfranco durante l’omelia di come ci possono essere radici profonde e germogli vivi sotto un apparente foglia secca. Presenti in rappresentanza dell’intera cittadinanza anche il sindaco Tiziana Magnacca e l’assessore Maria Travaglini.

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