“San Giustino” incanta bambini ortodossi

Arte e santità vanno a braccetto e hanno entrambi una straordinaria capacità di unire perché capaci di toccare l’anima dell’uomo e senza confini di tempo, luogo e culto.

Ne è la dimostrazione quanto accaduto nella cattedrale di San Giustino il 30 giugno 2021 e come raccontato da don Gilberto Ruzzi:

Questo pomeriggio un’esperienza inattesa: mi è stato chiesto di guidare un gruppo di turisti nella visita della nostra chiesa Cattedrale. Non mi avevano detto, però, che i trenta visitatori rumeni erano, in realtà, trenta bimbi dai sei ai tredici anni, partecipanti ad un campo scuola organizzato dalla Chiesa ortodossa rumena in Italia.

E così ho accompagnato questi trenta specialissimi turisti alla scoperta dei meravigliosi tesori d’arte e spiritualità che la cattedrale di Chieti custodisce, insieme alle reliquie di S. Giustino dinanzi alle quali hanno voluto pregare. Li ho fatti sbirciare attraverso le inferriate che chiudono la cappella del Sacro Monte, dicendo loro: guardate in alto! E scorgendo le volte dorate è stato un coro di “Ohhhh”.Poi la salita in cattedrale: incantati. Davanti al paliotto dell’altare maggiore ho raccontato loro la storia di S. Giustino, strappato dal popolo di Chieti al silenzio della Maiella per diventare vescovo della sua città. ” Bambini, guardate, andarono proprio tutti, uomini e donne, anziani e giovani, mamme e figli” E un bambino: “Anche una che allattava il bimbo! “.

Una scultura del ‘700 può parlare a bambini nativi digitali…. roba strana, un miracolo di S. Giustino!

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