Ricompensa.

X settimana del Tempo Ordinario – Lunedì

Commento al Vangelo – Mt 5, 1-12

A cura di don Giovanni Boezzi

Inizierei dal ritornello che accompagna ogni beatitudine: il tema della ricompensa. Ogni beatitudine presenta questo medesimo schema: beati questi perché riceveranno quest’altro. Ecco già sento gli echi del buon Freud il quale considerava fragili e psicologicamente immature le persone che fanno qualcosa per una ricompensa. E fra queste categorie di dipendenza i peggiori ovviamente sono i cristiani che credono ad una irrealizzabile ricompensa nell’aldilà. Poi ci metteva la sua anche Marx il quale riteneva la religione un oppio dei popoli. Non solo uomini immaturi ma anche cristiani dopati. E va beh…. quindi per questi signori essere uomini e donne maturi significa non andar dietro a ricompense. Devi essere capace di autosostenerti e non confidare in altro che in te stesso… I just belive in me, credo solo in me concludeva una vecchia canzone John Lennon dopo aver rinnegato Gesù Cristo e gli stessi Beatles. Ma non è il superuomo, quello di Nietzsche?

Io personalmente non credo ai superuomini, credo piuttosto ai santi. Credo ad una Santa Teresina che, come una bambina, si affida a Dio. Con le sue fragilità, le sue paure ma con la fiducia dei bimbi che sanno che il loro babbo non li abbandona mai. Credo a San Francesco il quale a proposito delle ricompense diceva: “Ogni pena mi è diletta pensando al paradiso che mi aspetta”. Io credo nella ricompensa di Dio, ma non solo in quella dell’al di là. Le ricompense non stanno semplicemente dietro o davanti le beatitudini, ma stanno dentro le beatitudini. Mi spiego meglio. Se leggo beati i puri di cuore perché vedranno Dio non dobbiamo pensare a tenerci puri per vedere Dio in paradiso. No, la purezza del cuore è per vedere Dio oggi, per vederlo nel sole che sorge, nel volto di una mamma che ti serve da quando inizia il giorno, nella scuola che è già carità a distanza e nel lavoro che svolgi con fedeltà…insomma chi è puro vede Dio ovunque. Questo è il senso: accorgersi che quella ricompensa sta già dentro la beatitudine che vivi.

Oggi prego con il Salmo 33.

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Dal vangelo secondo Matteo (5, 1-12)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così, infatti, perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

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