Ributtini celebra San Francesco: fede, musica e tradizione in una festa che guarda al futuro dell’Italia

Il 4 ottobre 2025, la contrada Ributtini di Cupello si è vestita a festa per onorare San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, in un evento che ha unito spiritualità, cultura e comunità. Un appuntamento ormai atteso e sentito, che quest’anno ha assunto un significato ancora più profondo alla luce del ripristino della Festa Nazionale di San Francesco, che dal 2026 tornerà ad essere ufficialmente giorno festivo in tutta Italia.

Il cuore della festa, la Santa Messa Solenne, è stata celebrata da don Nicola Florio, parroco della Natività di Maria Santissima di Cupello, affiancato da don Antonio Totaro, parroco di San Nicola Vescovo della vicinissima San Salvo frequentata mìda molti abitanti della contrada.

A seguire, la tradizionale processione per le vie della contrada, accompagnata dal Complesso Bandistico “Città di San Salvo” e lo spettacolo con la banda Piazzolla.

Le origini della festa e il legame con la rinascita nazionale

La festa di San Francesco in Ributtini nasce da una “santa intuizione” del Comitato Proributtini e di don Nicola Florio, che nel 2022 decisero di affidare la contrada al Santo di Assisi. Da allora, ogni anno, la comunità si riunisce per celebrare il messaggio universale del “poverello di Dio”, in un crescendo di partecipazione e significato.

Questa celebrazione locale si inserisce perfettamente nel contesto nazionale: dal 2026, il 4 ottobre tornerà ad essere Festa Nazionale in Italia, dopo quasi cinquant’anni di assenza. La decisione, approvata dal Parlamento in vista dell’ottocentenario della morte del Santo, è stata accolta con entusiasmo da tutte le forze politiche, riconoscendo San Francesco come simbolo di pace, fraternità e dialogo.

Come ha sottolineato il poeta Davide Rondoni, promotore della proposta: “San Francesco è di tutti. Non perché ognuno possa arruolarlo sotto le proprie bandiere, ma perché tutti abbiamo bisogno di lui.”

Un messaggio che unisce

La festa di Ributtini si è rivelata come un dialogo con la storia e l’identità nazionale. In un tempo segnato da divisioni e incertezze, il messaggio di San Francesco – fatto di cose concrete, semplicità, umiltà, amore per il prossimo e rispetto per la natura – torna a essere faro per l’Italia intera.

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