Quando dici grazie, scopri Dio: la forza della riconoscenza

Commento al Vangelo di don Raimondo Artese

La Parola, con il racconto dei 10 lebbrosi guariti, vuole spronarci ad interrogarci se siamo grati per ciò che Dio e gli altri fanno per noi.

Nel racconto, Gesù risponde a quelle persone che gli chiedono aiuto «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!» Lui non chiede ma, conoscendo la loro sofferenza, semplicemente con una parola: «Andate a presentarvi ai sacerdoti» e li guarisce tutti. Ma uno solo torna perché ha capito che veramente è Gesù che lo ha guarito e perché voleva esprimere la sua gratitudine e la sua gioia e per, dirgli grazie, gli si inginocchia davanti a Lui.

La Parola vuole insegnarci che, saper ringraziare e lodare, è un modo meraviglioso di vivere, cosa che oggi forse abbiamo perso perché tutto ci sembra dovuto.

La stessa cosa avviene nella fede che ci è stata donata, anche io e te forse, non ci rendiamo conto del grande dono e dei tanti doni che il Signore ci ha fatto e ci fa ogni giorno. Perché solo quando si loda e si ringrazia si riconosce che, Dio o l’altro, ha fatto qualcosa per noi e si deve essere contenti di lodare le persone, che ci sono care o no, ma hanno speso del tempo per noi. La persona che torna da Gesù non è più quella che si era allontanata, è un uomo nuovo, che ha ricevuto due guarigioni: una fisica (dalla malattia) e una spirituale (dalla ingratitudine).
Ed io sono conscio che tutto ci viene donato da Dio? Quante volte penso che sia frutto dei miei meriti o del mio impegno? Il dire grazie per me è facile? Faccio parte del 10% o del 90%?

Signore, fa che possa riconoscerti e mi accorga della Tua presenza che mi sostiene e mi guidata nelle scelte e fa che possa avere in te la forza di vivere la fede che mi hai donato e non mi faccia prendere, dalle regola o dal fare, per dirti il mio grazie. Amen

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