Pennellata di fragilità.

XV° settimana del Tempo Ordinario – Sabato

Commento al Vangelo – Mt 12, 14-21

A cura di don Giovanni Boezzi

Commento al Vangelo odierno di don Franco Mastrolonardo.

Gesù da una parte concede miracoli e guarigioni, dall’altra intima di non dir niente a nessuno per non disattendere la profezia di Isaia: il Messia sarà un servo taciturno, mite, fragile come una canna incrinata, come una fiamma smorta. È il paradosso cristologico, che pur essendo Dio veste i panni della fragilità umana. Chi lo vorrebbe con i super poteri, invincibile, eroe e salvatore. O addirittura chi lo bestemmia perché non è così. Sulla nostra pagina di YouTube fra gli innumerevoli commenti a un canto di chiesa ho trovato questo: “Ragazzi io ho il cancro, da giugno 2013. Questa lotta dura ancora oggi, e se ci fosse un Dio non sarei in questa situazione!”. E giù una bestemmia!
Eppure se Dio fosse sceso in terra con i super poteri, avremmo finito per odiarlo. È difficile da spiegare, soprattutto al tipo sopra di YouTube. Eppure, è così. Paradossalmente è proprio il suo vestirsi con i panni della fragilità umana che ce lo rende vicino. Di qui la scintilla di empatia con gli uomini che lo riconoscono uno di loro. Ma guardate. Anche se l’esempio potrebbe essere fuori luogo non succede così anche nei film, nelle fiction, nei cartoni animati? È la fragilità del super eroe che attrae. Pensate agli eroi della Marvel. Peter Parker diventa l’Uomo Ragno per tornare al punto di partenza. Il dottor Donald Blake batte il bastone per terra, si trasforma in Thor, il potente dio del tuono, e poi torna indifeso e claudicante alla sua vita stentata. Bruce Banner, non sa neanche il perché, da timido scienziato si trasformi in bestione verde che è Hulk. Non si sa il perché improvvisamente ritrovi le sue sembianze umane e sia seduto in un vicolo con gli abiti strappati e seminudo. È questa pennellata di fragilità che ce li fa amare.

Oggi prego con il Salmo 135.

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Dal vangelo secondo Matteo (12, 14-21)

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».

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