“Oggi” siamo chiamati a rinnovare la nostra fede nel Signore risorto
(Don Erminio Di Paolo)
Commento al Vangelo di Giovanni 20,19-31 – Domenica in Albis
Nel Vangelo di questa domenica, la risurrezione di Gesù entra nella vita dei discepoli in un modo che non è solo un’apparizione, ma un dono di pace e di speranza.
Con le porte chiuse per paura, Gesù irrompe, portando la pace: «Pace a voi!» è il suo saluto. Un saluto che è anche un mandato: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Il suo Spirito entra nei cuori dei discepoli e li rende testimoni del perdono, che è il cuore della sua missione. Il dubbio di Tommaso diventa occasione per un incontro più profondo con la realtà del Risorto: «Mio Signore e mio Dio!» è la sua confessione di fede.
A Tommaso, e a ciascuno di noi, Gesù rivolge un invito che attraversa i secoli: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».In queste parole di Gesù risorto si ritrova l’esortazione del cardinale Re, che alle esequie del Papa, sabato 26 aprile, ha ricordato: «Costruire ponti e non muri». È un invito a superare le barriere della paura e dell’indifferenza, ad essere costruttori di un mondo più umano, dove la pace e il perdono siano il fondamento di una fraternità vera. Un messaggio che si intreccia con il Testamento di Papa Francesco, il quale ha scritto: «La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli».Oggi, nella Domenica in Albis, siamo chiamati a rinnovare la nostra fede nel Signore risorto, a credere nella sua presenza anche senza vedere, e a testimoniarlo costruendo ponti di pace e di speranza, in un mondo che ne ha oggi più che mai bisogno.
