Novena allo Spirito Santo: terzo giorno

L’ultimo invito all’orazione, l’ultimo soave comando che uscì dalla bocca, anzi dal Cuore del divino Maestro, fu quando disse ai Discepoli che pregando aspettassero tutti insieme il promesso Spirito Santo. Ascoltiamo anche noi quell’invito, obbediamo a quel comando ed entriamo tutti nel Nuovo Cenacolo.
Vi entrino i devoti del santissimo Cuore di Gesù, perché le fiamme diffuse in forma di lingue dal divin Paracleto nel Cenacolo, sono le fiamme stesse di quell’Eterno Amore, la cui sede più degna è l’ardente Cuore di Gesù.
Entrino in questo Nuovo Cenacolo i devoti della Passione, perché la venuta dello Spirito Santificatore sulla terra e nel cuore dei fedeli è appunto lo scopo ed il frutto della Passione e Morte del Salvatore.
Vi entrino i devoti di Maria, la quale, sovrappiena com’era di Spirito Santo, con le sue validissime preghiere, lo fece discendere più abbondantemente sopra gli Apostoli: consolantissimo Mistero, che si contempla anche nel Rosario, e che, è compimento e corona degli altri Misteri della Redenzione.

Oggi, mio Dio, intendo tenermi unito in spirito a Maria Vergine e ai santi Apostoli che nel Cenacolo invocavano tanto fervidamente il divino Spirito; e ad ogni palpito del cuor mio intendo ripetere ed offrirti tutte le preghiere che essi t’innalzarono nei dieci giorni in cui stettero uniti in quel santo luogo.

Signore esaudiscici; siamo figli tuoi e ti chiediamo lo Spirito Santo; te lo chiediamo nel Nome e per i meriti di Gesù; te lo chiediamo per noi e per tutti i redenti. Ricordati aver Gesù promesso che a chi lo domanda lo darà. Daccelo dunque, o Padre santo, mentre noi con la Chiesa ti ripetiamo:

V). Manda il tuo Spirito per una nuova creazione
R). E sarà rinnovato il mondo.

DONO DELLA SAPIENZA

I. Consideriamo come la celeste Sapienza è un dono dello Spirito Santo che ci fa apprezzare, bramare, gustare le cose sante, le divine grazie, i beni eterni e al tempo stesso ci mette in disprezzo e in disgusto le vanità della terra. Al dono della Sapienza si oppone il vizio della stoltezza che fa traviare i mortali, inducendoli a riporre la loro stima e i loro affetti nelle cose caduche, nei gusti sensibili e nel fasto mondano, trascinando così la loro debole volontà per le vie del peccato. Ah! che purtroppo è venuto quel tempo, predetto da S. Paolo, nel quale gli uomini per eccesso di stoltezza non avrebbero potuto sopportare la sana dottrina, perché privi dello Spirito di Dio e della sua celeste Sapienza. È dunque tempo di seguire il consiglio del medesimo Apostolo, e specialmente coloro che hanno cura della gioventù veglino, preghino, ammoniscano, correggano, insegnino con ogni pazienza e dottrina, e tanto si adoperino affinché torni fra noi con lo Spirito di Dio anche quella vera Sapienza che conferisce al Cristiano ammirabile saviezza, retto giudizio e signoria sopra le scorrette passioni.

Tre Pater, Ave, Gloria
Dona Luce ai nostri sensi e nei cuori infondi amore, dà vigore al nostro corpo, Tu forza di chi soffre.

II. Il Dono della Sapienza essendo prezioso non solo in se stesso ma anche negli effetti che in noi produce, è sommamente desiderabile, e può compararsi a quella gemma di paradiso che non deve esser data a immondi animali, cioè ai cuori duri, sporcati nel fango di spregevoli affetti e di vergognose passioni, ma è riservata solo a coloro che si custodiscono puri di mente e di cuore e fanno in sé regnare la divina grazia. Per questi la Sapienza è lume celeste, è guida sicura nel periglioso viaggio della mortale vita, laddove pei mondani non è altro che un libro chiuso, perché l’uomo animale non può intendere le cose di Dio. Uno sguardo, o cristiani, uno sguardo alla terra; oh, quanti mai sono coloro che, fattisi indegni di ricevere il dono della vera Sapienza, appartengono alla schiera degli stolti e dovranno piangere la loro stoltezza per tutta l’eternità! Ma tutti quegli stolti sono nostri fratelli… li lasceremo perire? Ah, no! E fin d’ora proponiamo di volerci adoperare con zelo ed impetrare loro il dono della Sapienza.

Tre Pater, Ave, Gloria
Dona Luce ai nostri sensi e nei cuori infondi amore, dà vigore al nostro corpo, Tu forza di chi soffre.

ORAZIONE

Si, il numero degli stolti è infinito: e non solo abbondano tra coloro che son privi della luce della vera fede, ma purtroppo anche nel Cristianesimo. Ed è un piangere il vedere come anche tra noi Cristiani regna stoltezza nel pensare, stoltezza nel parlare e nell’agire, e vi regna perché i Cristiani hanno dimenticato Te, o Divino Spirito, Fonte e Datore di Sapienza celeste. Colpevoli anche noi d’aver trascurato di onorarti e pregarti, e dolenti del male che per ciò abbiamo fatto a noi stessi, ora ci prostriamo supplichevoli alla tua presenza, e, chiedendoti perdono, ti supplichiamo ad infondere in noi quella preziosa Sapienza che tanto avvicina a Dio, quanto la stoltezza ne allontana. E non solo per noi, o Eterno Amore, anche per tanti nostri fratelli lontani ti supplichiamo: con la tua luce divina dirada le tenebre degli errori che accecano tanti Cristiani, e fa che, deposta la dannosa stoltezza che li governa, possano ricevere il dono della celeste Sapienza, che per essi e per noi, o divino Spirito, umilmente imploriamo.
Amen

Un Pater, Ave, Gloria

Vieni, o Spirito Creatore

Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.

Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.

Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.

Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.

Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore. Amen.

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