“Nella gioia e nel dolore”, i 50 anni di matrimonio di Giuseppina ed Ennio benedetti da Dio
18 ottobre 1975 – 18 ottobre 2025.
Cinquant’anni. Cinquant’anni di passi condivisi, di mani intrecciate nella gioia e nella prova, di fede che ha attraversato le stagioni della vita. Giuseppina ed Ennio hanno celebrato cinquant’anni di matrimonio: un giubileo d’amore, di fedeltà, di grazia.
La liturgia del giorno, festa di San Luca evangelista, ha offerto parole che sembravano scritte per loro: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace» (Is 52,7). E davvero, i loro piedi hanno camminato per annunciare pace: nella casa, nella comunità, nella famiglia che hanno generato e custodito.
Tra i frutti di questo amore, tre figli. E tra loro, don Beniamino, sacerdote, figlio che ha avuto la grazia di celebrare il ringraziamento dei 50 anni insieme dei suoi genitori. Le vocazioni (ciascuno nel suo ambito) dei figli che nascono da un matrimonio benedetto è segno che l’amore umano genera anche l’amore divino. È mistero che si compie, è grazia che si espande. È «la messe abbondante» di cui parla il Vangelo di Luca, e per cui «gli operai sono pochi» (Lc 10,2). Ma uno di questi operai è nato proprio da questo matrimonio, e ha celebrato con i suoi genitori l’unica liturgia che unisce cielo e terra: quella dell’amore che dura.
Cinquant’anni prima, forse con parole tremanti e cuori giovani, Giuseppina ed Ennio dissero il loro “sì”. Quel “sì” è diventato un canto. È diventato «un cuor solo e un’anima sola», come invoca la colletta della festa di San Luca. È diventato testimonianza per chi cerca ancora la bellezza del matrimonio cristiano.
E così, il 18 ottobre 2025, non si è celebrato solo un anniversario. Si è celebrata una vocazione condivisa. Si è celebrata una liturgia della vita. Si è celebrata una benedizione che ha attraversato mezzo secolo, e che si è fatta ringraziamento.
Grazie, Giuseppina ed Ennio. Per i vostri piedi che hanno camminato nella pace. Per le vostre mani che hanno costruito la casa. Per i vostri cuori che hanno generato vocazioni. Per il vostro “sì” che è diventato luce per tutti coloro che avete incontrato.
«I tuoi santi, Signore, dicano la gloria del tuo regno» (Sal 144).
