Mitezza e umiltà danno vita alla “generosità”

(Commento al Vangelo di don Gianluca Bracalante)

“Ho pensato, Signore, a quel povero mattone interrato nel buio alla base del grande edificio. Nessuno lo vede ma lui fa il suo lavoro e altri hanno bisogno di lui. Signore, non conta che io sia in cima alla casa o nelle fondamenta, purché io sia fedele, al mio posto, nella tua Costruzione”. 

Questa preghiera, del sacerdote e scrittore francese Michel Quoist, dipinge molto bene la logica della Parola di Dio di questa domenica. Per essere il “mattone nascosto” all’interno della Chiesa, dobbiamo chiedere allo Spirito Santo tre doni: la mitezza, l’umiltà e la generosità. Il credente che ha questi doni è veramente cristiano, cioè pienamente umano, perché capace di donare senza attendere il contraccambio, di aiutare senza secondi fini, di spendersi senza gelosie. Quanto è lontano questo criterio dalla nostra società ma specialmente nelle nostre comunità parrocchiali e presbiterali. L’humus del villaggio globale, specialmente nella centrifuga dei social, pretende un tornaconto, un like, un “segui”. Nelle nostre comunità al modello “dell’ultimo posto” si contrappone un “esibizionismo della fede” che si traduce in rivalità e divisioni.  

La Parola è esigente e sembra dirci che se vogliamo servire dobbiamo avere il dono della Mitezza. Essa, come afferma Norberto Bobbio nel suo saggio su questa virtù, è una donazione senza limiti. Chi vuole abitare la Chiesa nel servizio non s’impunta su visioni sterili, non cerca vendetta, non serba rancore, non continua a rimuginare sulle offese ricevute. La mitezza da sola però non basta, per realizzare lo stile del discepolo occorre anche l’Umiltà. Questa virtù ci riporta con i piedi per terra, ci fa scoprire che ognuno di noi ha un dono diverso dall’altro, che siamo tutti in cammino come fratelli e sorelle, che non possiamo puntare il dito sul prossimo perché nessuno è arrivato, superiore o inferiore all’altro ma siamo unici e amati da Dio con il nostro vissuto personale. 

La mitezza e l’umiltà danno vita alla Generosità. Il generoso è colui che ha compreso che tutto è un dono e chi più ha deve condividere con chi non può dare nulla in cambio. Il credente che si spende senza limiti e ipocrisie, che non giudica nessuno, che dona se stesso nella gratuità senza aspettarsi gratificazioni o primi posti ha compreso e vissuto questa pagina del Vangelo che scuote le nostre coscienze.   

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