“Meno ore di lavoro per aver più tempo per le persone care”

VASTO. Tantissimi gli spunti offerti in tema economico e sociale dal moderatore Francesco Marino, docente presso l’ Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT e fondatore della Creo, società di consulenza, formazione e coaching, e dall’economista suor Alessandra Smerilli, Sottosegretario presso il Dicastero per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale durante uno degli incontri del festival dell’apprendimento continuo “Maestri Fuori Classe” (Leggi).

A ospitare l’ incontro che è iniziato osservando un “attimo” di silenzio per il giovane ventunenne Guido Cerulli tornato alla Casa del Padre in seguito a un incidente stradale di è stata la splendida cornice dei Giardini D’Avalos.

Un cambio di rotta totale della mentalità che domina l’attuale economia per riportare la persona al centro della stessa. Tutti abbiamo bisogno di “cura” e al contempo sappiamo prenderci cura dell’altro. Un detto africano afferma che per prendersi cura di un bambino occorre un intero villaggio. Anche l’economia dovrebbe essere concepita secondo questo stile. La massimizzazione dei profitti come unico obiettivo di un’azienda si rivela spesso fallimentare sotto diversi aspetti. Si potrebbero ad esempio rimodulare gli orari di lavoro sì che l’attuale part time diventi un full time che consenta alle persone di prendersi cura dell’altro (es. la mamma con i bambini, i figli dei genitori anziani e/o con opere di volontariato aver cura di chi si trova in una situazione di bisogno). Un a mamma che riesce ad aver il tempo giusto da dedicare ai propri figli sarà anche una lavoratrice più serena e di riflesso più efficiente e maggiormente motivata a fare bene il suo lavoro.

Alla domanda “come ti chiami” dovrebbe seguire la domanda non di “cosa ti occupi” ma “di chi ti occupi”. Non esiste la persona demotivata ma esiste la persona che viene poco motivata perché poco coinvolta. Emblematico l’esempio riportato dalla religiosa di una donna di pulizie che faceva cercava sempre di fare bene il suo lavoro a un certo punto si è stancata e ha cominciato a comportarsi come gli altri. Un giorno ebbe una lettera di richiamo per una cosa non fatta bene. Spesso succede così: quando tutto fila liscio ed è ben fatto nessuno si accorge di quanto lavoro invisibile ci possa essere dietro ogni cosa e di quanto possano essere preziose le persone. Nel momento in cui emerge l’errore tutti si accorgono dell’inefficienza. Occorrerebbe credere nella positività di ogni persona.

Tutto è connesso e tutti siamo connessi.

Nel video la diretta dell’evento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Ti piace l'articolo? Condividilo sui tuoi social :)

Resta aggiornato
Youtube20