Luisella, il volto gentile della Polfer di Pescara: quando il dovere diventa cura

Ci sono giornate che sembrano correre tutte nella stessa direzione: avanti, di fretta, senza ascoltare. E poi ci sono incontri che, in mezzo alla confusione di una stazione, ti ricordano che il lavoro – qualunque esso sia – può diventare un luogo di umanità. Il nostro incontro con Luisella, addetta dell’Ufficio Polizia Ferroviaria di Pescara Centrale, è stato uno di questi.

Tutto è iniziato con una valigia smarrita. Una di quelle situazioni che, da semplici, diventano improvvisamente complicate: telefonate su telefonate, uffici che rimandano ad altri uffici, porte che si aprono solo per indicarne altre. Un piccolo pellegrinaggio burocratico che sembrava non portare da nessuna parte.Il penultimo ufficio visitato ci ha indirizzati alla Polfer, del primo binario.

È lì che abbiamo incontrato Luisella. Le abbiamo spiegato la situazione, forse con un po’ di stanchezza nella voce. Lei avrebbe potuto limitarci a un modulo, a un numero, a una procedura. Invece no.Luisella ha ascoltato. Davvero ascoltato.Con una calma che non era distacco, ma attenzione. Con uno sguardo che non era di routine, ma di partecipazione. E poi si è messa in moto: ha iniziato a chiamare lei stessa una serie di uffici, compreso il servizio di pulizia, cercando una soluzione, una traccia, un indizio. Non si è accontentata della risposta più semplice. Ha cercato quella giusta.

Forse la valigia verrà ritrovata, forse no. Ma paradossalmente, questo non è il punto centrale della storia. La verità è che quel giorno abbiamo ritrovato qualcosa di più prezioso: la certezza che esistono persone che fanno il proprio lavoro con passione, con empatia, con un senso profondo di responsabilità verso l’altro.

Luisella si è comportata come ci si comporterebbe se quella valigia fosse stata la sua. Ha incarnato quella regola evangelica e sempre nuova: trattare l’altro come vorremmo essere trattati noi.

In un tempo in cui spesso prevale la fretta, l’indifferenza o il semplice “non compete a me”, Luisella ha scelto la via più impegnativa: quella dell’attenzione. E questa scelta, così semplice e così rara, ha portato gioia al cuore.Perché quando qualcuno lavora così – con cura, con dedizione, con umanità – non sta solo svolgendo un compito. .

Sta costruendo fiducia. Sta restituendo dignità. Sta ricordando a tutti noi che dietro ogni valigia, ogni problema, ogni richiesta, c’è una persona.E noi, quel giorno, abbiamo incontrato una persona meravigliosa.Grazie, Luisella. Per la tua professionalità. Per la tua gentilezza. Per la tua umanità che illumina un binario come una piccola, preziosa luce.

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