Lo sport che include: la storia e la missione dell’A.S. pallavolo fondata da Emilio Paglione

La missione che abita le nostre città

Si parla spesso di “missione” come qualcosa di lontano: i missionari, il mese missionario, le terre remote dove pochi eletti partono per portare aiuto. Eppure, la vera missione non è solo oltre oceano. La missione autentica nasce nel leggere i segni dei tempi, nel riconoscere i bisogni che abitano le nostre città , lì dive siamo, le nostre strade, le nostre scuole, le nostre palestre. È lì, nel quotidiano, che si gioca la la nostra missione e la partita più importante: quella dell’umanità.

In questo senso, Emilio Paglione e i fondatori dell’AS Pallavolo San Salvo sono dei missionari in città. Hanno visto un bisogno, hanno ascoltato il grido silenzioso di tanti ragazzi e famiglie, e hanno risposto con una scelta semplice e radicale: aprire le porte dello sport a tutti.

E se la missione è un’opera che non si compie mai da soli, allora chi sostiene questa associazione, chi la aiuta, chi la difende, chi vi collabora, diventa a sua volta collega e compagno di missione. Perché il bene, quando è vero, è sempre un lavoro di squadra.

A San Salvo esistono realtà che non si limitano a “fare sport”, ma che incarnano un modo diverso di stare insieme, crescere, educare. Tra queste, una delle più antiche e radicate è l’associazione guidata da Emilio Paglione, figura storica della pallavolo locale . Una realtà che, dal 1989, non misura il proprio valore in trofei, classifiche o business, ma nella capacità di accogliere davvero tutti e soprattutto anche chi altrove non trova spazio.

Una palestra che diventa casa

L’associazione utilizza da anni la palestra di via Verdi, trasformandola in un luogo dove ogni ragazzo può sentirsi parte di una squadra. Non importa quale sia la sua storia e il livello tecnico, non importa la prestazione: qui lo sport è davvero per tutti.

Mentre molte società sportive puntano esclusivamente all’agonismo, selezionando e talvolta escludendo chi non “rende”, questa associazione ha scelto un’altra strada:

  • accoglie ragazzi con disabilità,
  • bambini e adolescenti nello spettro autistico,
  • giovani con sindrome di Down,
  • figli di famiglie fragili,
  • ragazzi provenienti da case famiglia e davvero tutti.

In altre realtà, purtroppo, questi giovani vengono spesso trattati con superficialità o addirittura con fastidio, insieme alle loro famiglie. Qui, invece, trovano rispetto, dignità e un gruppo che li sostiene.

Queste parole descrivono perfettamente ciò che l’associazione di Paglione fa ogni giorno.

Volontariato vero, non di facciata

Chi opera nell’associazione lo fa senza compenso, per puro spirito di servizio. È un volontariato autentico, che richiede tempo, energie, pazienza e un cuore grande. E proprio per questo, nonostante le difficoltà economiche che tutte le associazioni lamentano, questa realtà dal 1989, non ha mai smesso di essere attiva.

Per partecipare si richiede solo la copertura assicurativa, e delle spese organizzative (solo 100 euro per l’intero anno, con la possibilità di continuare ad allenarsi anche d’estate in spiaggia, e in più l’abbigliamento sportivo fornito grazie a degli sponsor ) perché lo sport deve essere un diritto, non un lusso. Questo è particolarmente importante per le famiglie con più figli, per le quali i costi sportivi possono diventare insostenibili.

Un momento difficile: meno ore in palestra, più ostacoli

Oggi, però, questa realtà rischia di essere penalizzata. Le ore nella palestra di via Verdi sono state ridotte per fare spazio a società che puntano esclusivamente all’agonismo e al business e i cui costi non sono sempre accessibili per le famiglie.

È una scelta che pesa soprattutto sui ragazzi più fragili, quelli che non hanno altri luoghi dove essere accolti. Togliere spazio a un’associazione che fa inclusione significa togliere spazio a:

  • chi lotta ogni giorno con una disabilità,
  • chi vive situazioni familiari difficili,
  • chi ha bisogno di un ambiente protetto per crescere,
  • chi non può permettersi costi elevati.

Il valore sociale riconosciuto anche dalla legge

La missione dell’associazione non è solo morale: è anche riconosciuta dal nostro ordinamento. Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), come quella di Paglione, sono considerate dal legislatore strumenti fondamentali di:

  • educazione dei giovani. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) riconosce tra le attività di interesse generale proprio lo sport dilettantistico come mezzo di integrazione e crescita sociale. Anche le istituzioni locali lo ribadiscono: il sindaco di San Salvo, Emanuela De Nicolis, ha definito le associazioni sportive “un patrimonio umano e sociale irrinunciabile” e “motore di inclusione sociale” .
  • inclusione sociale,
  • prevenzione del disagio,
  • promozione del benessere psicofisico,

Perché questa associazione va difesa

Difendere l’associazione di Emilio Paglione significa difendere un’idea di sport che non lascia indietro nessuno. Significa credere che ogni ragazzo, indipendentemente dalle sue condizioni, meriti:

  • una squadra,
  • un allenatore che lo ascolti,
  • un luogo dove sentirsi importante,
  • un’opportunità di crescere.

Significa scegliere una comunità che mette le persone prima dei risultati, la solidarietà prima del profitto, l’inclusione prima della competizione.

Un appello alla città e all’amministrazione comunale

San Salvo ha sempre dimostrato di essere una comunità generosa. Oggi è il momento di esserlo ancora di più.

Sostenere questa associazione non è solo un gesto di solidarietà: è un investimento nel futuro dei nostri figli, nella coesione sociale, nella bellezza di una città che non lascia indietro i più fragili.

Lo sport può essere tante cose. Qui, da decenni, è soprattutto accoglienza e speranza.

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