L’invito di Gesù “Venite a me” trasforma lo sguardo sulla fatica quotidiana

Commento al Vangelo di don Raimondo Artese

L’invito di Gesù: «Venite a me …» vuole portaci, attraverso un cambiamento di modo di vedere la vita, con la trasformazione del senso di peso o di disagio della fatica quotidiana, non attraverso l’eliminazione, ma con la scelta di Lui per una autentica compagnia e supporto.

La parola di oggi inizia con la preghiera che Gesù rivolge al Padre per dire ai suoi di riconoscere che la presenza di Dio è vicino a loro anche se si sentono a disagio perché non sempre riescono a capire i suoi disegni.

Non promette, neanche a noi, una vita leggera e spensierata, priva di pesi da portare e fatiche quotidiane, ma promette che il suo «… giogo è dolce e il … peso leggero.» Il giogo che condivide con noi ci porta ad un altro modo di vedere la vita, comprese la sofferenza e il dolore, e un altro modo di vedere la presenza di Dio e il suo progetto d’amore su di noi.

Prendere il suo giogo, anche per me e te, significa scegliere di legarsi a lui per stabilire una autentica relazione che è proprio un’unione fatta di ascolto della sua parola ed impegno a viverla nel nostro quotidiano per poter essere anche di testimonianza ed esempio per coloro che Lui mette sul nostro cammino. Non ci chiede di fare un salto nel buio, ma vuole darci la certezza, di essere importante per Lui e di essere amato per sempre.
Ed io credo che solo Gesù può farsi carico del peso causato dai nostri peccati? Sono certo che Lui porta con me il giogo che ci libera dall’oppressione?

Signore, ci hai rivelato per mezzo di Gesù, quando ci ami e ci sei vicino, fa che anch’io possa imparare a stare al Suo passo e ad accogliere in me la Parola, per poterla far germogliare e crescere, e così poter essere anche d’aiuto a coloro che metti sul mio cammino. Amen

Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». (Mt 11,25-30)

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