L’amicizia in Cristo: la grazia di un tempo fermo

Come amo dire i nostri amati sacerdoti don Raimondo Artese e don Antonio Totaro che di esperienza di vita vissuta ne hanno tanta, ogni mattina quando ci svegliamo e ci alziamo dal letto dovremmo ringraziare il Padre Eterno per il nuovo giorno che ci sta donando e poi incominciare nel Suo nome ogni cosa.

Ci sono momenti della vita in cui siamo costretti a rallentare. Un piede operato per un alluce valgo e altre problematiche nell’avampiede che chiede pazienza e riposo, diventa occasione inattesa per costringere a fermarsi. Per chi è abituato a correre nel tram tram quotidiano diviene di fatto un limite. Eppure, nella luce della fede, anche la convalescenza si rivela un dono: un tempo prezioso per riscoprire la bellezza delle passioni, la vicinanza degli affetti, e soprattutto l’amicizia di e in Cristo.

💻 Un tempo diverso, ma fecondo
La casa diventa il luogo dove coltivare passioni che di solito restano ai margini: il computer, la scrittura, la lettura. Piccoli gesti che alleggeriscono le giornate e trasformano l’attesa in creatività. Ma la vera grazia di questo tempo è la possibilità di partecipare ogni giorno alla Messa, di incontrare il Signore nell’Eucaristia, di ascoltare la sua Parola e di vivere la comunione con il popolo di Dio.

🚗 La tenerezza di un amore fedele
Dietro questa possibilità c’è la presenza discreta e forte di un marito che accompagna, con la macchina dinanzi al portone della chiesa. È un gesto che richiama i primi tempi del fidanzamento, quando ogni giorno era scandito dalla gioia di andare insieme a Messa: in base ai suoi turni di lavoro, al mattino a San Salvo, al pomeriggio a Vasto, perché allora non c’era celebrazione pomeridiana nella nostra città. Quella fedeltà di ieri si rinnova anche in questo tempo, con una delicatezza e con una gioia ancora più grande e che è passata anche nel crogiolo delle nostre esistenze.

🙏 Un miracolo quotidiano
Ogni passo, anche il più breve diventa dono. Non servono grandi pellegrinaggi o devozioni straordinarie: il miracolo più grande è la possibilità di vivere l’Eucaristia ogni giorno, di ricevere un sorriso, un saluto, un segno di fraternità da chi ci conosce. È lì che si manifesta l’amicizia in Cristo: nella semplicità, nella vicinanza, nella gratitudine.

🌿 La tenerezza di un pastore
Questa esperienza richiama la figura del parroco don Raimondo, padre e pastore, che si avvicina con la stessa tenerezza: pronto persino, con grande ironia ad aprire la portiera, a sostenere il passo incerto, a ricordare che ogni giorno in cui ci alziamo e ogni fedeltà quotidiana è già un miracolo. È la Chiesa che si fa madre, che accompagna e che custodisce, proprio come un marito che si fa compagno di cammino.


La convalescenza, che è anche un ostacolo, per tutto ciò che non riusciamo a fare anche per prudenza è in ogni caso tempo donato e di grazia. Un tempo per riscoprire l’amicizia in Cristo, la fedeltà dell’amore umano, e la bellezza della comunità che si stringe attorno. Rendiamo grazie a Dio per ogni cosa: per i passi lenti, per le porte che si aprono, per i sorrisi che ci raggiungono. Perché in ogni gesto di tenerezza si rivela la presenza viva del Signore.

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