“La Speranza non delude”: un cammino di fede, comunione e grazia vissuto nella 47ª Convocazione del RnS

Dal 6 all’8 giugno 2025, ho avuto la grazia di partecipare alla 47ª Convocazione Nazionale Giubilare dei Cenacoli, Gruppi e Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo, tenutasi a Città del Vaticano. Il tema scelto — “La speranza non delude” — non è rimasto solo uno slogan, ma si è impresso profondamente nei cuori attraverso volti, testimonianze, canti, silenzi, e soprattutto incontri.

La partenza: affidamento a Maria e una “corte d’amore”

Il nostro viaggio è iniziato da Vasto, accompagnati da fratelli e sorelle di cammino. Alcuni li conoscevo bene, altri meno, eppure questa esperienza si è trasformata in un’occasione preziosa per approfondire i legami, non solo nella fede, ma anche umanamente. Dopo che i fratelli e sorelle di cammino sono saliti anche da Casalbordino tutti insieme e prima che tutto avesse inizio abbiamo voluto affidare noi e l’intera convocazione a Maria con un Rosario pregato con una modalità corale, come una “corte d’amore”: ogni Ave Maria, ogni invocazione era pronunciata da una persona diversa. Non c’era un’unica guida, ma un popolo orante che si faceva catena viva. Mi ha colpito un momento in particolare: anche l’autista del nostro pullman, Gabriele, ha pregato e cantato con noi. Non avevo mai incontrato un autista che non solo no si scocciasse ma che addirittura pregava e cantava con noi . Alla fine abbiamo scoperto che spesso si trova ad accompagnare i pellegrinaggi e lui stesso ne organizza nei vari luoghi di grazia. Una testimonianza che mi ha fatto riflettere su come Dio opera in modi inaspettati.

Tra file interminabili e canti di lode

In Vaticano, durante le attese — spesso lunghissime e sotto un sole implacabile — spostandosi anche in più punti della folla, si sentivano intonare canti di lode quasi a ricordare “Signore ti voglio lodare sempre”. Sarà un semplice caso ma al canto “Dio aprirà una via”, dopo tanto tempo in cui eravamo fermi, ci si cominciava a muovere. È difficile spiegare quanto anche questi momenti siano stati carichi di presenza viva.

Ad affrontare la fatica e il caldo di una convocazione molto impegnativa anche Ruth

Con noi c’era anche Ruth, una signora di 75 anni, svizzera di origine, che si è trasferita da giovane in Italia per amore. Mi ha raccontato la sua storia: venuta qui senza parlare bene l’italiano, sentiva un desiderio profondo “avevo bisogno di pregare Dio insieme a fratelli e sorelle”. Dopo aver pregato con fede, ha visto nascere un gruppo del Rinnovamento proprio nel suo paese. Ha affrontato la metro, le lunghe camminate, la fila sotto il sole, e ogni fatica sempre con il sorriso e senza mai lamentarsi e con grande gioia.

Arrivati in Vaticano, abbiamo preso parte alla Convocazione Nazionale, che si è svolta nell’Aula Paolo VI.

I relatori del convegno sono stati:

  • Patti Gallagher Mansfield, che ha aperto l’evento parlando di “Come una nuova Pentecoste”, ricordando le origini del Rinnovamento Carismatico Cattolico, di cui lei è una diretta testimone
  • Jose H. Prado Flores, che ha offerto una riflessione su *“Evangelizzare nel potere dello Spirito Santo”, invitando i partecipanti a vivere la missione con coraggio.
  • Mary Healy, che ha parlato di *“La Speranza non delude”*, sottolineando come la consolazione e la guarigione siano doni dello Spirito.

Una particolarità bella che ho visto solo nel Rinnovamento e che non è mancato neanche in questo tempo, prima di ogni intervento tutto il popolo di Dio prega e invoca lo Spirito Santo per chi deve annunciare le cose di Dio. Tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza di testimoniare e annunciare il Vangelo in tutto il mondo invocando anche nuovi carismi. Carismatico ed incisivo anche il brevissimo intervento di Salvatore Martinez.

In ogni giorno della convocazione non è mai mancata la santa messa, fonte e culmine della nostra fede

Le tre celebrazioni eucaristiche che hanno hanno fatto da collante all’intera convocazione sono state officiate dal cardinale Rino Fisichella, don Michele Arcangelo Leone, e papa Leone XIV che ha concluso questo tempo di grazia in piazza san Pietro. Significativa l’importanza di ogni presbitero nel suo ministero, a conclusione della messa quando stavano distribuendo l’eucarestia e delle signore spagnole ancora erano riuscite a prenderlo nel chiamare un sacerdote che stava andando via non conoscendo il suo nome, per attirare la sua attenzione per ricevere il santissimo sacramento ha gridato “Eucaristia”. Profondamenti empatici i momenti delle celebrazioni in cui tutto il popolo di Dio loda e prega con il Gloria, il Santo e il Padre Nostro.

Veglia di Pentecoste

Sabato pomeriggio, dall’Aula Paolo VI, ci siamo tutti spostati in Piazza San Pietro per vivere la Veglia di Pentecoste insieme a tutti i movimenti, associazioni e nuove comunità della Chiesa. Ogni movimento, nessuno escluso, è una ricchezza unica, come i pezzi di un puzzle: tutti sono membra indispensabili affinché il tutto sia completo. A turno, i movimenti hanno animato la pre-veglia con canti rappresentativi e due testimonianze di storie di rinascita e di vita, segno concreto di come il Vangelo possa trasformare il quotidiano. La veglia ha evidenziato la bellezza della diversità dei movimenti ecclesiali, anche se manca ancora una piena comunione tra di essi. Nelle tante parrocchie che ho avuto modo di conoscere, è raro vedere la presenza simultanea di molti movimenti all’interno di una stessa comunità.

Testimonianze che fanno riflettere più di altri

Tra le testimonianze di rinascita e incontro con Cristo, e di cui sono ricchi ogni movimento ecclesiale, quella che mi ha colpito di più è stata quella di una coppia con 12 figli, più altri due in cielo, che sono stati inviati in missione in Ucraina. Non come individui, ma in coppia e come famiglia hanno scelto di vivere la loro vita per annunciare Gesù. Non ha forse questo il profumo di un miracolo? Questo esempio mi ha fatto riflettere su come oggi la famiglia sia messa alla prova, eppure continua ad essere un pilastro fondamentale della società e della Chiesa.

La ricchezza più grande dell’intera convocazione

Tutto è stato ricchezza: ascolto, preghiera, condivisione. Anche gli spostamenti in tram, il coinvolgimento e la fatica legata all’afflusso e al deflusso di migliaia di persone in una grande città come Roma hanno contribuito a rendere questa esperienza significativa. Ciò che più porto nel cuore, e che mi spinge a consigliare di partecipare a eventi come questo, sono le relazioni che si instaurano con chi ci è accanto in queste circostanze particolari: il condividere il sentire e il parlare delle cose di Dio, per poi tornare alla propria quotidianità con una forza nuova, arricchita anche dalla fede vissuta insieme. Senza contare il fatto che nella maggior parte dei casi questa è come un oasi di ristoro dell’anima: nella maggior parte dei casi viviamo in città dove Dio è quasi un optional. In queste occasioni invece siamo membra di un popolo ben identificato: il popolo di Dio. Se proponi un evento di evangelizzazione a un’amministrazione comunale quante l’accoglierebbero? Qui invece tocchi con mano la fede dell’uno che alimenta quella dell’altra.

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