La partenza che si fa orizzonte
L’Aquila, 5 gennaio 2025 – Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Ci sono luoghi che sembrano nati per ospitare promesse che durano una vita. La Basilica di Collemaggio, con la sua pietra bianca e rosa che brilla al sole dell’Aquila, ha fatto da cornice alla “Partenza” di Giovanni Greco, un momento che segna la fine di un percorso durato 14 anni e l’inizio di una nuova strada come cittadino del mondo.
Il rito dell’accompagnamento
La cerimonia è iniziata con un gesto simbolico potente: Giovanni è stato accompagnato dai suoi genitori fin sulla soglia della Basilica. È stato un richiamo a quel primo giorno di tanti anni fa, quando lo portarono timoroso al primo incontro, e oggi lo hanno scortato verso la sua autonomia. Un passaggio di testimone tra la famiglia e la vita adulta, simboleggiando il sostegno costante che ha permesso a Giovanni di diventare l’uomo che è oggi.
Un viaggio lungo 14 anni: dai “Lupetti” al Clan
Il racconto della serata ha ripercorso ogni passo del cammino:
- La Branca L/C: I giochi, le corse e la gioia dei primi anni. Il momento più alto? La consegna del Totem, arrivata nell’ultimo anno di lupetti come segno di identità e appartenenza.
- Il reparto e il COVID: Gli anni dell’adolescenza segnati dalla pandemia, che ha tolto la possibilità di fare molte attività ma non ha scalfito la voglia di fare squadra e il desiderio di avventura.
- Il Clan: definito da Giovanni come una “boccata d’aria fresca”. È qui che la fatica si è trasformata in consapevolezza, dove la scelta scout è diventata personale e profonda.
La lettera di Giovanni

Nelle sue parole, Giovanni ha ricordato con onestà i suoi inizi: quel bambino che quasi non voleva andare e che invece, grazie allo scoutismo, ha imparato ad amare la natura e l’indipendenza.
Un ricordo speciale e commosso è andato a Eugenio Di Petta, capo ed educatore che oggi non c’è più, ma che ha saputo trasmettere a Giovanni l’amore viscerale per l’essenza dello scoutismo. Nonostante le difficoltà dell’adolescenza — la fatica di voler piacere agli altri a tutti i costi e gli impegni scolastici che rendevano difficile ogni passo — Giovanni ha scelto di restare.
“Di venti ragazzi che erano partiti, oggi sono qui da solo a testimoniare che valeva la pena tenere duro.”
Il grazie ad una comunità
La famiglia Greco e Giovanni hanno voluto esprimere un ringraziamento profondo a don Raimondo Artese che ha sempre creduto nelle potenzialità dello scoutismo e a tutti i capi e agli educatori che si sono avvicendati in questi 13 anni. Un intero “ramo” che ha sostenuto la crescita di un ragazzo, aiutandolo a trasformare le difficoltà in perseveranza.
Buona Strada, Giovanni. Il tuo zaino è pieno di esperienze che hanno contribuito a farti diventare l’uomo che stai diventando ed è un tassello per prepararti alla prossima avventura.
